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martedì 27 luglio 2021

LaRose

di Louise Erdrich, Feltrinelli


Una vicenda tragica al centro di questo romanzo, un terribile incidente di caccia. Landreaux, dopo aver spiato per settimane un cervo, studiandone i movimenti e valutando il momento opportuno per sparare, colpisce non l'animale ma un bambino, Dusty, suo nipote, il figlio della sorellastra di sua moglie. Un incidente che rompe gli equilibri delle 2 famiglie e di tutte le persone che le compongono.
Un romanzo psicologico complesso, in cui le azioni maturano lentamente , seguendo i punti di vista dei personaggi principali.
 

Il romanzo è ambientato tra la fine del '900 e l'inizio del 2000, tra gli Indiani Ojibwe del Nord Dakota, quando i timori del millenium bug, atteso come una possibile tragedia, vengono sostituiti dal trauma dell'undici settembre. Si può considerare l'ultimo episodio di una trilogia – Il giorno dei colombi e La casa tonda, – come questo ambientati in una riserva indiana immaginaria e nel contempo realistica. L'autrice, per un quarto di origine Cheppewa, molto stimata e premiata negli USA, costruisce questo romanzo considerando la storia e le tradizioni dei nativi americani. Così quando Landreaux colpisce a morte il piccolo Dusty, ritiene di dover "risarcire" i genitori del bambino, Peter e Nola, dando loro il proprio figlio piccolo LaRose, come vuole la tradizione indiana, d'accordo con sua moglie Emmaline, straziata dal distacco. La Rose si trova così ad avere 2 famiglie e una nuova sorella, Maggie, sorella di Dusty, che non sa più come suscitare l'attenzione dei propri genitori ma costruisce un legame forte con LaRose. I sentimenti dei personaggi si intrecciano: il senso di colpa di Landreaux, solo in parte attenuato dall'aver ceduto il proprio bambino, la disperazione di Nola, madre di Dusty e il suo attaccamento al "nuovo" figlio, mostrano come una tragedia inneschi situazioni e eventi a volte anche positivi. La narratrice racconta in modo delicato, senza sentimentalismi, con stile fluido ma lento, con pochi dialoghi e utilizzando diverse analessi che raccontano avvenimenti precedenti alla storia principale. 

Giudizio sintetico: Effetto domino

martedì 13 aprile 2021

Million dollar baby

di Fabio Carlini, Gremese 


Un saggio sul film omonimo di Clint Eastwood  del 2004. Un libro che, per chi ha visto quel film, è quasi necessario per capire la magia con cui il regista, partendo da un romanzo, è riuscito a creare un film straordinario. Tecniche cinematografiche che ai non addetti ai lavori sfuggono, ma che l'autore svela non per smontare il film ma per coglierne tutte le sottili sfumature che lo rendono un capolavoro.

Il libro si apre con un'introduzione dell'autore che, riferendo del proprio primo impatto alla visione del film, ci riconduce alla commozione provata da noi spettatori. Non si passa "emotivamente indenni" attraverso la storia dei protagonisti, Frankie (interpretato dallo stesso Clint Eastwood) e Maggie (Hilary Swank), a meno che la si rifiuti per eccesso di commozione. La parte principale del saggio si sofferma sul racconto del film, sulla storia principale, quella di Frankie, noto allenatore di giovani boxeur, che accetta di preparare Maggie, cameriera, con grandi aspirazioni pugilistiche. 
Intorno ai protagonisti anche la raffigurazione dei vari personaggi, ognuno dei quali rappresenta uno spaccato significativo di diversa umanità. E le famiglie, quelle reali, crude e aride, contrapposte a quelle elettive, nate dalle proprie frustrazioni ma non per questo meno solide e autentiche. Il film è infatti una grande storia d'amore, quella di Frankie, padre rifiutato dalla propria figlia e Maggie, figlia elettiva, con cui forma una famiglia al di fuori di schemi e legami di sangue. 
Il saggio continua con pagine interessanti, illustrate con numerose e puntuali fotografie, in cui Carlini spiega il mestiere del vero regista, quello che fa in modo che lo spettatore entri nella scena e partecipi in prima persona. Tecnica fatta di primi piani, di riprese dall’alto, di inquadrature soggettive, di luci e ombre, di spaccati, di riprese veloci e di riprese lente, tutto sapientemente mixato. Si capisce così come sia raffinata ed importante la regia di un film, quella che fa la differenza, quella che rende diverso un capolavoro da un’opera semplicemente onesta. 
Il libro è breve, ben scritto, interessante anche per chi non è cinefilo. Consigliabile vedere prima il film. 

Giudizio sintetico: Affinità elettiva

sabato 2 gennaio 2021

Broken

di Don Wislow, HarperCollins Italia Ed.

Sei romanzi brevi dello scrittore americano, sei storie in cui i personaggi ricorrono in più punti e in cui si rincontrano alcuni protagonisti di romanzi precedenti  che hanno fatto la fortuna di questo istrionico autore. Scritte con stili volutamente diversi – alcune dediche di apertura dei romanzi lo testimoniano con sufficiente evidenza –, le storie raccontano un'America perduta ma non disperata, in cui il valore della vita umana sembra sempre meno importante, ma nella quale sopravvivono valori discutibili nella forma, ma sostanzialmente improntati a una certa etica morale, non sempre condivisibile.

Nel primo racconto i protagonisti appartengono ad una famiglia di poliziotti. La madre centralinista del 911, i figli entrambi sulla strada: il maggiore a capo di una spregiudicata squadra d'assalto, il secondo alle prime armi. Sarà proprio l'omicidio di quest'ultimo a mettere in crisi i princìpi etici di una madre distrutta, che non esita a scatenare il figlio maggiore in una vendetta senza freni. La violenza qui è il tema dominante.
Nel secondo romanzo, Highway 101, dedicato a Steve Mc Queen, un ladro professionista e un poliziotto che ha dedicato la sua vita alla caccia di questo malvivente si rincorrono sulla strada costiera che dà il nome al racconto. Entrambi scenderanno a compromessi con le regole operative cui si sono sempre attenuti, in nome di una coerenza che non traspare all'esterno.
Nel terzo romanzo, un simpatico agente deve cercare di risalire alle ragioni che lo hanno visto mettere in ridicolo, di fronte alla città intera, da parte di uno scimpanzé fuggito da uno zoo con una pistola tra le mani. Personaggi, temi e stranezze che ricordano da vicino il maestro americano Elmore Leonard, cui sono ispirate forma narrativa e storia.
In Sunset, il quarto romanzo, ritroviamo contemporaneamente l'ambiente e i protagonisti de "La pattuglia dell'alba" e della serie dedicata a Neal Carey. In questo caso il fulcro è rappresentato dall'inflessibile quanto grasso Duke Kasmajian, garante delle cauzioni alla caccia di un fuggiasco, un ex campione di surf caduto in disgrazia.
Nel quinto romanzo ritroviamo Chon, Ben e O, il trio di amanti e spacciatori di erba protagonisti de "Le belve". Qui si ritrovano alle Hawaii per una joint venture che finisce male, tra mafie locali, questioni territoriali e una divisione evidente tra nativi e malihini, gli stranieri. È molto evidente in questa storia il desiderio di Winslow di racchiudere in uno stesso racconto i vari personaggi che ne hanno caratterizzato la storia professionale, qui improbabilmente tutti riuniti in una sperduta isola del Pacifico.
L'ultimo racconto, pur non dichiaratamente, sembra ispirato ad ambienti e caratteri dei romanzi di Cormac Mc Carthy. Il protagonista è un ex cowboy, riciclatosi come guardia di frontiera, che decide di intervenire personalmente per restituire una figlia alla madre immigrata clandestina, mettendosi contro una burocrazia e un'amministrazione più preoccupate della propria reputazione mediatica che degli obiettivi che dovrebbero perseguire.
Un libro in cui Winslow sembra voler recuperare personaggi e caratteristiche dei suoi noir più "narrativi", dopo la serie di romanzi più cronachistici dedicati al traffico di droga e alla corruzione.
Comunque una lettura piacevole, diversificata, che tiene ancorati alla pagina come un romanzo unico, nonostante la relativa brevità dei racconti.

Giudizio sintetico: Rieccoli

sabato 14 novembre 2020

Trilogia di New York

 di Paul Auster, Einaudi


Una raccolta di tre romanzi brevi (Città di vetro, Fantasmi, La stanza chiusa), collegati da un unico filo conduttore, l'abbandono di qualsiasi legame sociale, affettivo, di gruppo, a causa di un'ossessione investigativa. I tre protagonisti, apparentemente elementi ben inseriti nella New York della seconda metà del secolo XX, si trovano proiettati in una indagine anomala, diversa per ognuno, che li assorbe completamente e rende la loro vita un progressivo abbandono delle abitudini, delle amicizie, di tutto.

New York, anni '70/'80. Tre episodi con tre solitari protagonisti: Daniel Quinn è un autore di polizieschi che viene svegliato nel cuore della notte da una strana telefonata, nella quale lo scambiano per un detective sconosciuto, offrendogli un misterioso incarico. Dopo qualche tentennamento, Quinn si butta a capofitto nell'indagine, fino ad esiti imprevedibili. Il secondo episodio vede un detective professionista ereditare l'agenzia investigativa nella quale ha lavorato fino a quel momento. Il primo incarico è quello di spiare un uomo (Mr. Black) per un tempo indefinito, incarico che vedrà Mr. Blue (questo il nome del detective, in un turbinio di personaggi dai nomi di vari colori) precipitare lentamente in un oblio nel quale non si capisce più chi sia il controllore e chi il controllato. Nel terzo episodio, un critico letterario che in gioventù ha avuto un'amicizia totalizzante, si vede incaricato di dare voce agli scritti del suo amico di infanzia misteriosamente scomparso. L'attrattiva degli scritti e della moglie dell'amico scomparso gettano l'uomo in una spirale di immedesimazione che lo spingerà a sposare la moglie dell'amico, adottarne il figlio, fino ad un epilogo ermetico e oscuro quanto il corpo di tutta la trilogia, che non perde occasione di stupire per le divagazioni culturali, filosofiche, di costume, cioè di tutto quello che in genere non si trova in una detective story. Forse per rimarcare il fatto che queste non sono – e probabilmente non vogliono essere – tre detective stories.

Giudizio sintetico: Ossessionato

giovedì 8 ottobre 2020

Una Cadillac rosso fuoco

 di Joe R. Lansdale, Einaudi

Personaggi sconclusionati e disposti a tutto pur di emergere da una vita priva di prospettive, in un Texas della seconda metà degli anni '50 in cui razzismo e povertà dominano la società. I due protagonisti, tracciati con la crudezza e il sarcasmo propri dello scrittore texano, sembrano non saper opporre nessuna resistenza alle tragedie che li coinvolgono, restando impigliati in una tela che essi stessi si sono costruiti.

Ed è un venditore di auto usate con una madre alcolizzata e un segreto familiare ingombrante, Nancy una bella cliente con un marito difficile. Ed, reduce della guerra di Corea, ne ha viste troppe per lasciarsi coinvolgere in affari pericolosi, ma a Nancy, così affascinante e spregiudicata, non è capace di dire di no, anche perché lei sa come convincere chiunque. L'aggancio tra i due è dato da una Cadillac che il marito non ha finito di pagare e che Ed è chiamato a riprendere. Comincia così un piano assurdo e pericoloso che i due vorrebbero portare a termine per iniziare una nuova vita, agiata e priva di pericoli, ma le difficoltà iniziano dal primo momento e si susseguono a catena fino ad un finale ovvio ma proprio per questo imprevisto.
Come di consueto nei libri di Lansdale, il sarcasmo dei dialoghi mette a nudo caratteri dei personaggi che tracciano il quadro di un mondo di eterni adolescenti, con i sogni, la spensieratezza, la violenza e la totale assenza di consapevolezza che almeno anagraficamente dovrebbero invece avere. E che anche senza immedesimazione, li rende comunque simpatici al lettore anche mentre compiono i peggiori misfatti.

Giudizio sintetico: Perduto

martedì 16 giugno 2020

Elefante a sorpresa

di Joe R. Lansdale, Einaudi

Ennesima avventura di Hap e Leonard, sempre più avanti con gli anni, sempre più consapevoli del proprio destino fatto di guai, dialoghi surreali, incontri con individui che incarnano le peggiori tendenze criminali dell'America profonda. Questa volta, il pulp delle ultime pubblicazioni si affievolisce a favore di una maggiore riflessività dell'io narrante Hap, anche se non mancano le figure retoriche esagerate che hanno fatto della serie un filone a sé stante della narrativa new-western.

Dall'inizio alla fine, in questa nuova avventura dei due detective più scalcagnati dell'East Texas, piove. Ma non piove e basta: diluvia. E ci si mettono anche il vento forte, un tifone proveniente dal Golfo del Messico, e una giovane albina dalla lingua quasi mozzata che capita per caso sulla strada di Hap e Leonard. All'inseguimento della ragazza, due killer spietati e particolarmente in gamba, che daranno filo da torcere ai due protagonisti, i quali ovviamente faranno di tutto, mettendo a repentaglio le proprie vite, per salvare la ragazza dai suoi persecutori.
Meno trash del solito, ma anche più "stanco" (anche se non mancano i momenti divertenti), il nuovo episodio insiste sulla consapevolezza di Hap di avere un destino da assassino, anche se per necessità, destino al quale non può sfuggire, nonostante il proprio desiderio di evitare di imbracciare quelle armi che detesta ma che finisce sempre per usare, anche se per aiutare gli altri. Un destino che condivide con il "fratello di sangue" Leonard, che questi problemi però non se li fa. L'elefante del titolo è il gigantesco effetto sorpresa, unica e ricorrente arma – o piano, se così si può chiamare – al quale i due ricorrono quando si trovano con le spalle al muro. Cioè sempre.

Giudizio sintetico: A mollo

domenica 26 aprile 2020

Il cassetto dei ricordi segreti

di Lynda Rutledge, PIEMME

Un romanzo poco impegnativo, storia al femminile che punta sul coinvolgimento emotivo del lettore. Il rapporto tra madre e figlia, spesso conflittuale, trova nel libro uno sviluppo originale attraverso il collegamento con gli oggetti, intesi come messaggio e parte di sé da lasciare ai propri eredi. La protagonista, Faith Bass Darling, giunta secondo lei al termine della propria vita, decide di vendere a prezzo irrisorio tutti i costosi mobili e le ricche suppellettili di casa che i suoi progenitori le hanno lasciato.

31 dicembre 1999, Texas. Faith Bass, settantenne proprietaria di un'antica villa, sa che non arriverà a domani, non entrerà nel nuovo millennio. Organizza nel suo ultimo giorno di vita una garage sale nel proprio giardino, in cui vendere tutto il prezioso arredo. I concittadini si affrettano ad approfittare di questa straordinaria occasione, anche se Faith è affetta da Alzeheimer. Si possono acquistare autentiche lampade Tiffany e pezzi di antiquariato per pochi dollari. Bobby, un'antiquaria che fin da bambina, essendo amica di Claudia Jean, figlia di Faith, aveva ammirato i beni della ricca villa rimanendo a guardare quegli oggetti ad occhi spalancati, avverte Claudia di quanto sta accadendo. Claudia, che si è allontanata da anni dalla casa e ha interrotto i rapporti con la madre, decide di tornare, pur a malincuore.
Riaffiorano i ricordi, i dolori del passato, gli eventi drammatici, le colpe; gli oggetti diventano evocatori di un passato a volte da cancellare, ma non privo di affetti e speranze. Una storia malinconica e delicata, che tuttavia risulta un po' stucchevole e prevedibile.

Giudizio sintetico: Nostalgico

sabato 29 febbraio 2020

Bianco

di Bret Easton Ellis, Einaudi

Saggio autobiografico feroce e americanissimo sull'omologazione del pensiero democratico nell'epoca di Internet. Bersaglio della critica l'imposizione della condivisione del pensiero nei social, che impone di mettere i "Mi piace" alle pagine più politically correct bersagliando di insulti e mettendo alla gogna mediatica chi la pensa diversamente, e l'incapacità di accettare la realtà da parte di quella sinistra che non ha saputo accettare la sconfitta politica conseguente all'elezione di Donald Trump alla presidenza degli USA.

Un racconto autobiografico privo di pudore, quello di Ellis, che usa la narrazione di sé stesso per un'analisi critica senza scrupoli del pensiero politico e della cultura statunitensi degli ultimi 20-30 anni. Filo conduttore, il fastidio provato per l'intransigenza degli intellettuali democratici che dall'elezione di Trump hanno messo in atto una furiosa Resistenza fatta di un misto di ipocrisia e rifiuto della realtà, comportamenti che grazie ai social hanno finito per diventare epidemici condizionando l'intero mondo di cinema, TV, Internet e social media al quale l'autore appartiene da sempre.
Controcorrente e dichiaratamente NON politically correct, lo sfogo di Ellis offre sicuramente numerosi spunti di riflessione sul destino del pensiero contemporaneo, tuttavia al lettore italiano può apparire distante e privo di collegamenti con il vissuto, a causa dell'aspetto autobiografico imperniato su attività editoriali, pubblicazioni, personaggi pubblici, programmi TV e poadcast non sempre abbastanza noti al di fuori degli Stati Uniti, ad eccezione di quelli firmati da Ellis stesso. Nel complesso, rimangono comunque sempre apprezzabili lo stile e l'ironia dell'autore di American Psycho, almeno in questa efficace traduzione di Giuseppe Culicchia.

Giudizio sintetico: Anticonformista

lunedì 11 novembre 2019

Il mio anno di riposo e oblio

di Ottessa Moshfegh, Feltrinelli

Considerato da alcuni famosi giornali americani uno dei libri più belli del 2018, il romanzo è la storia di una giovane e bellissima donna, di cui non conosciamo il nome, che vive nell'Upper Side di Manhattan, in una casa acquistata grazie ad un lascito dei genitori, entrambi defunti. Rimasta senza lavoro, licenziata dalla Galleria d'arte per cui lavorava, mette in atto il programma, lucidamente concepito, di estraniarsi dalla realtà con un lungo sonno di un anno.

Una storia particolare, grottesca, ambientata all'inizio del XXI secolo, narrata in prima persona dalla protagonista, che per liberarsi dai suoi pensieri e resettare la propria vita passata decide di entrare in un letargo della durata di un anno. Si fa aiutare da un'improbabile psichiatra, la dottoressa Tuttle, che le prescrive farmaci tranquillanti e ipnotici in quantità straordinaria. L'isolamento della ragazza è interrotto talvolta dalle visite, in verità poco gradite, di Reva, la sua migliore amica, per la quale esce momentaneamente dall'isolamento partecipando al funerale della madre.
Pagina dopo pagina si capisce che la scelta della protagonista di staccarsi dal mondo nasce dal fallimento del rapporto con Trevor, uomo affettivamente immaturo, e soprattutto da un'infanzia segnata dalla mancanza di genitori, falliti come coppia e incapaci di amarla.
La conclusione del romanzo, che rimane aperta all'interpretazione dei lettori, collega la disgregazione individuale a quella della società occidentale.
Un romanzo di non facile lettura, non divertente come definito in quarta di copertina, che stimola alla riflessione sulla realtà dei nostri giorni.

Giudizio sintetico: Letargico

mercoledì 2 ottobre 2019

Eileen

di Ottessa Moshfegh, Mondadori

Un romanzo centrato sulla storia di una donna, un "tranche de vie", raccontato con crudo realismo, con minuziose descrizioni di ambienti e personaggi. Una narrazione lenta che accelera solo nel sorprendente finale, in cui suggestive immagini aprono alla fiducia nella possibilità di riscattare comunque la propria vita.

1964, X-ville. Eileen Dunlop, una ventiquatrenne scialba, spigolosa, con un viso segnato da cicatrici da acne, goffa, convinta di essere brutta e incapace a vivere, abita in una trasandata casa colonica con il padre, un ex poliziotto alcolizzato, affetto da manie di persecuzione. Un' infanzia difficile alle spalle perché anche la madre, morta quando Eileen aveva 19 anni, non l'ha mai amata.
La ragazza lavora come segretaria in un riformatorio per adolescenti maschi, ma i casi difficili di questi giovani la lasciano indifferente, presa com'è a pensare alla propria infelicità e al modo di sfuggirne. L'idea fissa di Eileen è quella di andarsene, di lasciare il padre e la sua vita disgraziata.
L'arrivo nel riformatorio della nuova direttrice pedagogica, Rebecca Saint John, fa da catalizzatore dei suoi propositi confusi e la prepara alla fuga. Rebecca è bella, bionda dagli occhi azzurri, elegante, dai modi propri di chi conduce una vita agiata. L'amicizia e la considerazione che dimostra nei confronti di Eileen rendono quest'ultima più forte e decisa.
La vicenda narrata dalla protagonista a distanza di 70 anni, mescola i piani temporali, dando al lettore qualche informazione sulla vita di Eileen dopo quei 7 giorni cruciali che hanno preceduto la sua fuga. Una lettura non facile, a tratti un po' noiosa. Si apprezza comunque la capacità della narratrice di rendere in modo efficace una vita squallida e grigia, il gelo affettivo e la luce di un riscatto esistenziale.

Giudizio sintetico: Claustrofobico

sabato 28 settembre 2019

Spooner

di Pete Dexter, Einaudi

Romanzo americano di formazione, tenero, ironico e spiazzante, traccia la parabola di un giovane nel quale pochi confidano, soprattutto a causa della sua specialissima caratteristica di sapersi infilare in situazioni pericolose anche quando non è necessario. Su di lui, una famiglia con una madre sempre sofferente e un patrigno molto in gamba e dal quale Spooner è molto amato. 

Dagli anni '60 alla fine del millennio, si respira nel romanzo un apparente spirito autobiografico, evidente soprattutto nelle personalissime emozioni di Spooner e del suo patrigno Calmer, che sembrano tanto personali da apparire quasi come confessioni. In una famiglia con tre fratelli vicini alla genialità e un gemello nato morto a causa del suo cordone ombelicale, Spooner è costretto fin dall'infanzia ad un'indipendenza forzata, dovuta soprattutto ad una madre assente, travolta da un'asma continua e dall'incapacità di dare al secondo marito – Calmer – l'affetto che meriterebbe. Calmer, pratico ed eclettico, rimane quindi per Spooner l'unica figura di riferimento, anomala e con un ruolo genitoriale difficile da gestire. Oltretutto Spooner per tutta la vita e nelle diverse parti degli Stati Uniti in cui si trova a vivere, mantiene l'innata capacità di infilarsi in guai molto più grandi di lui, pur conservando nella sua incoscienza una vena ironica difficilmente ignorabile. È quindi con rassegnazione e un muto sorriso di comprensione che Calmer si trova di volta in volta a raccogliere i pezzi del suo figlioccio più scapestrato, la cui energia vitale è impressionante, e particolarmente evidente nell'incredibile capacità di riprendersi ogni volta dopo ogni crollo con un'aumentata voglia di vivere. E di ricacciarsi di nuovo nei guai.

Giudizio sintetico: Parentale



martedì 20 agosto 2019

Hap & Leonard - Sangue e limonata

di Joe R. Lansdale, Einaudi

Siamo ormai abituati a quella saga infinita che sono le avventure dei due strampalati personaggi trash ideati da Lansdale, tuttavia in questo caso l'opera è quasi retrospettiva, imperniata sui racconti dei primi tempi dell'amicizia tra l'adolescente Hap e l'altrettanto giovane Leonard. Nel Texas razzista e ottuso dei primi anni '60, Lansdale sembra abbia voluto coniugare le sue due vene letterarie: la narrativa più impegnata dei suoi romanzi migliori e la vena umoristica pulp dei due investigatori improbabili che lo hanno reso famoso, con un risultato ibrido che non riesce a convincere, ma che ha comunque una sua valenza, almeno per gli ammiratori più convinti dello scrittore texano.

Con un legame esile come un filo, Hap Collins ripercorre con la memoria i primi tempi della sua vita nel Texas orientale, attraverso una serie di brevi racconti sulla sua famiglia, sul primo incontro con quello che diventerà per lui più di un fratello – Leonard – con i primi scontri con le mentalità ottuse e criminali di un Sud ancora razzista e chiuso, incapace di accettare una integrazione razziale che stenta a decollare. In questa realtà così difficile, è impossibile non rimanere affascinati dalla forza vitale di Leonard, un nero che non riesce  a non reagire alle provocazioni e che osa perfino dichiararsi apertamente gay, pur essendo conservatore. Scopriremo dei due ragazzi episodi familiari particolari, come afferma lo stesso Lansdale: "cose che neanche io sapevo di loro". I consueti dialoghi trash, pur accennati, in questo libro lasciano il posto ad una malinconia strisciante per un tempo rimpianto solo perché coincidente con la giovinezza, dove saper pescare poteva rappresentare la differenza tra una serata con o senza cena.

Giudizio sintetico: Texano


martedì 2 luglio 2019

La cresta dell'onda

di Thomas Pynchon, Einaudi

Con uno stile nominale e dialoghi portatori di un'ironia quasi barocca, viene proposta una storia complicata che solleva più di un sospetto sull'attentato dell'11 settembre 2001 alle torri gemelle di New York. Mentre inizialmente ci si perde nella trama e nella moltitudine eterogenea dei numerosi personaggi, man mano che si procede nella lettura la storia prende corpo, fino a divenire quasi un atto di accusa nei confronti di un certo establishment informatico e culturale –, se non materialmente – almeno moralmente individuato come corresponsabile della deriva economico-politica culminata con l'abbattimento dei due grattacieli.

New York, 2001. Maxine è una madre di famiglia quasi divorziata, con due figli e un lavoro in proprio come detective antifrode, dopo una precedente occupazione dello stesso tipo nell'amministrazione pubblica. Un lavoro complesso, ancor più difficile da comprendere per i lettori che non conoscono la legislazione USA; tuttavia, la caratterizzazione naïf con cui l'autore traccia i profili dei vari personaggi che ruotano intorno a Maxine rende la trama secondaria non soltanto rispetto agli umani, ma soprattutto rispetto alla stessa città di New York nel suo insieme, dipinta attraverso un'esasperata miscela di quartieri, razze, culture, meccanismi di funzionamento non sempre legali, insomma nella sua peculiare "diversità". Indagando più per curiosità che per svolgere un lavoro, Maxine si imbatte in una misteriosa società informatica che sembra avere contatti inquietanti con il Medio Oriente e attorno alla quale orbitano nerd raffinatissimi, agenti segreti o quasi, ambienti virtuali e transazioni tanto lucrose quanto misteriose. Fino al giorno di settembre in cui tutto cambia e la città (e con essa, la Nazione e tutto l'Occidente) si riscoprono diversi. Anche Maxine.

Giudizio sintetico: Complesso

giovedì 2 maggio 2019

Guida rapida agli addii

di Anne Tyler, Guanda

Un altro romanzo di un'autrice americana, Anne Tyler, molto amata soprattutto dal pubblico femminile per la sua capacità di rappresentare la famiglia, i sentimenti e il peso che il destino ha nella vita delle persone. Temi che ritornano anche in questa storia che tuttavia – per chi ha apprezzato la scrittrice – appare più superficiale e un po' deludente.

Aaron, protagonista di questo romanzo, racconta in prima persona la sua storia. O forse questa è una "Guida rapida agli addii". La casa editrice di famiglia, in cui lui stesso lavora come redattore, ha una precisa scelta editoriale: pubblica guide pratiche e sintetiche per affrontare i diversi casi della vita. Ed Aaron si trova ad affrontare un distacco doloroso. Sposatosi con Dorothy, ha vissuto con lei un rapporto intenso anche se apparentemente distaccato. Lui, claudicante e balbuziente, ha apprezzato il modo in cui Dorothy gli è stata vicino senza cercare di accudirlo e di facilitargli le cose come le donne, a cominciare dalla madre e dalla sorella, hanno sempre fatto con lui. Ma un incidente, la caduta di una grossa quercia sulla loro casa di Baltimora, provoca la morte della donna e Aaron si ritrova ad affrontare il lutto. La moglie, tuttavia, gli appare ancora e gli permette così di elaborare parlando con lei il rapporto e la morte.
Un romanzo scritto con leggerezza, che tuttavia scivola con facilità ma senza lasciare traccia.

Giudizio sintetico: Manualistico

mercoledì 24 aprile 2019

Prima di cadere

di Noah Hawley, Einaudi

Thriller non appassionante ma che riesce a farsi leggere integralmente, imperniato su un misterioso disastro aereo le cui conseguenze mettono in moto un meccanismo mediatico delirante, in cui la televisione tenta di convertire uno sconosciuto eroe in un possibile terrorista. La storia macina motivi narrativi già inflazionati, non soltanto in letteratura ma anche nel cinema e nella vita reale, ma tra il ripetersi di questi stereotipi sulla società americana si ritrovano alcuni – purtroppo sporadici – spunti di riflessione interessanti.

Nel volo di un jet privato sul quale si trovano imbarcati un magnate della finanza e un editore televisivo – con le rispettive famiglie –, capita per caso un pittore squattrinato ed ex alcolista, Scott Burroughs, che si ritrova unico adulto superstite dello schianto in mare del velivolo. Sopravvissuto con lui, il figlio piccolo di uno dei due magnati, che Scott riesce a mettere in salvo dopo una nuotata senza fine. Il bambino e l'adulto iniziano così un calvario mediatico dal quale dovranno salvarsi una seconda volta, mentre il mondo si interroga sulle misteriose ragioni dell'incidente. Tra conduttori televisivi inferociti, agenti FBI che vedono il sospetto ovunque ed ereditiere annoiate, si inseriscono i flash-back delle ultime giornate degli altri viaggiatori deceduti nel disastro, incisi poco significativi che portano al finale, non all'altezza del mistero che permea le pagine iniziali e dei precedenti lavori dell'autore (Fargo, innanzitutto).

Giudizio sintetico: Precipitato

mercoledì 17 aprile 2019

Asimmetria

di Lisa Halliday, Feltrinelli

Un libro particolare, composto da due racconti lunghi, intitolati "Follia" e "Pazzia", apparentemente slegati tra loro. Ma il collegamento è dato dalla bizzarria della vita, dalle contraddizioni del nostro tempo di cui le vicende dei racconti sono casi esemplari. Il tono ironico della narrazione trasmette il distacco di chi guarda l'esistenza con acutezza, ma senza giudizi o verità da trasmettere.

Follia: Alice, venticinquenne redattrice di una casa editrice incontra a Central Park, New York, un notissimo scrittore, Ezra Blazer, più che settantenne. Lo riconosce immediatamente. È seduta su una panchina, sta leggendo un libro, lui si siede e iniziano a parlare. L'incontro è l'avvio di una relazione tra i due, asimmetrica considerando l'esperienza di lui e la giovinezza di lei e il grande divario d'età. Lui la invita a casa sua, le offre cose buone, le dà dei soldi, estingue il suo debito studentesco. Non sottrae allo sguardo della donna i segni evidenti del suo decadimento fisico. Il loro rapporto non sembra basato sull'amore, ma sul bisogno di entrambi di sostenersi e di trarre dall'altro qualcosa per vivere.
Pazzia: Amar Jaffari, economista di origine irachena, fa scalo nell'aeroporto londinese di Heathrow. Ha doppio passaporto: americano, perché vive negli USA e iracheno, la sua terra. Ma la sua origine, il fatto che si sia fermato a Londra per incontrare un amico mentre è in viaggio per l'Irak – per trovare il fratello –, lo rendono sospetto. Chissà, potrebbe essere una minaccia per il paese. Così è costretto a restare fermo in aeroporto per ore senza spiegazioni di sorta. La pazzia di una società malata di paura. E in questa pausa forzata, in questa condizione di sospensione, l'uomo ripercorre momenti della sua vita.
Un libro diverso, di non facile lettura, con riferimenti frequenti al ruolo salvifico della letteratura.

Giudizio sintetico: Disharmonic time

mercoledì 3 aprile 2019

L'educazione

di Tara Westover, Feltrinelli

Un romanzo di formazione, la storia, narrata in prima persona, della crescita e dell'emancipazione di Tara, autrice del testo, dalla famiglia mormone. Un romanzo lungo, potente e duro basato sui temi della difficoltà a rifiutare i modelli familiari, perdendo in questo modo l'accettazione e l'affetto dei genitori, e il bisogno di essere fedele a sé stessa.

Tara Westover, ultima di sette figli, appartiene a una famiglia di mormoni integralisti che vive ai piedi di una montagna dell'Idaho, soprannominata "Principessa". Il padre, fanatico e forse affetto dalla sindrome bipolare, non ha registrato i figli all'anagrafe, non li fa vaccinare né curare dai medici e li educa leggendo le Sacre scritture, non mandandoli a scuola e preparandoli alla vicina fine del mondo. L'uomo lavora in una discarica, recuperando metalli e facendosi aiutare dai figli, senza consapevolezza dei pericoli che possono correre. La madre, ostetrica e guaritrice con rimedi naturali da lei stessa preparati, segue le linee educative del marito e ritiene un dovere di fedeltà al coniuge non discostarsi dai suoi metodi per prendere le parti dei figli. A 17 anni, dopo anni di chiusura in questo mondo primitivo, segnato anche dalla violenza fisica e psicologica del fratello maggiore Shawn, Tara decide, grazie anche all'appoggio di un altro fratello, di iscriversi all'università Brigham Young presentandosi come privatista alle prove di ammissione. Laureata, vince poi una borsa di studio a Cambridge che le permette di mettere l'oceano tra sé e il suo passato. Le conoscenze, la riflessione critica, l'educazione trasformano Tara, che si vede diversa, ormai incapace di adeguarsi al mondo paterno. Un distacco necessario – ma non per questo meno difficile e doloroso – nella consapevolezza di una perdita totale e definitiva dei genitori e dei fratelli rimasti fedeli ai loro insegnamenti.
Un romanzo duro e aspro, scritto con la precisione dello storico, con notevoli capacità introspettive e con consapevolezza del proprio percorso formativo.

Giudizio sintetico: Emancipatorio

Golden Hill

di Francis Spufford, Bollati Boringhieri

Una New York settecentesca, più simile ad un paesino di provincia che ad una città vera e propria, fa da sfondo ad un racconto anomalo, imperniato sul mistero economico che avvolge un protagonista di bella presenza ma impacciato e portatore di guai. Anche se non estremamente coinvolgente, copre diversi generi narrativi e offre comunque uno spaccato storico inconsueto, documentato in modo approfondito e raccontato con un registro narrativo particolarmente ricercato.

1746. Da una nave in arrivo al porto di New York sbarca Mr. Smith, un giovane disinvolto e raffinato che presenta una lettera di credito di 1000 sterline, cifra imponente per quei tempi. A pagarle, dovrà essere il mercante Lovell, padre di due figlie di cui una particolarmente difficile e dal carattere scontroso e irascibile, che nel nuovo arrivato troverà pane per i suoi denti. In attesa di verificare che non si tratti di un imbroglione, Lovell dovrà aspettare delle conferme in arrivo dall'Inghilterra e nell'attesa coinvolgerà Smith nella vita cittadina e nelle tresche dei suoi abitanti, tutti ansiosi di sapere se e come andrà a finire la storia di questo credito, ancora più misterioso in quanto il nuovo venuto si rifiuta categoricamente di dire come intende utilizzare il suo futuro tesoro. L'impatto sociale di Smith su New York non sarà indolore, né per lui, né per la popolazione della città, ai tempi limitata a poche migliaia di abitanti. Romanzo storico con sfumature ironiche, thriller, a tratti rosa, non riesce a convincere del tutto nonostante un linguaggio brioso ed elegante, ipotattico, che partecipa notevolmente a delineare
l'elegante quadro di costume del tempo in cui è ambientato.

Giudizio sintetico: Barocco

martedì 26 marzo 2019

Pelle di corteccia

di Annie Proulx, Mondadori

Una saga lunga tre secoli con al centro la frenetica attività di disboscamento delle grandi foreste del Nordamerica. Un taglio indiscriminato di risorse che fa da sfondo alle vicissitudini di due famiglie che si altalenano tra il desiderio di riscatto dato da una "civiltà" fatta soprattutto di sfruttamento e il richiamo di una natura che sembra poter essere compresa soltanto dai nativi americani, sempre più confinati in territori sempre più ristretti e discriminati con violenta noncuranza dai "bianchi" arrivati dall'Oceano.

Due adolescenti francesi, René Sel e Charles Duquet, emigrano verso il Nuovo Mondo alla fine del XVII secolo, attratti dalla prospettiva di poter diventare coloni in un periodo in cui la terra del nuovo continente poteva essere riscattata dopo un periodo di lavoro gratuito di qualche anno. La loro strada si divide ben presto: René genererà una discendenza meticcia con una donna indiana e sarà un instancabile taglialegna, Charles cercherà il successo nel commercio dei legnami e originerà una stirpe sempre alla caccia di nuove occasioni di sfruttamento del territorio. La saga di queste due famiglie si snoda e si riannoda fino ai giorni nostri, con amori, commerci, matrimoni, fughe, ritorni e nuovi orizzonti – i protagonisti gireranno tutto il mondo – che hanno comunque sempre come centro di gravità l'abbattimento e il commercio dei grandi alberi (americani ma non solo), in un romanzo di dimensioni non indifferenti e dal fortissimo sapore ecologista. Una nota utile per chi desidera avventurarsi nelle vicende dei Sel e dei Duquet è quella di utilizzare per orientarsi l'albero genealogico delle due famiglie, inspiegabilmente messo alla fine del libro e quindi tanto utile quanto parzialmente invisibile.

Giudizio sintetico: Eco-genealogico

domenica 10 marzo 2019

Anima

di Wajdi Mouawad, Fazi Ed.

Romanzo corale insolito, in cui i narratori sono gli animali che casualmente assistono al noir possente che è il filo conduttore del racconto. Il distacco iniziale dato dalla molteplicità e dalla singolarità delle voci riesce ben presto a coinvolgere il lettore nell'appassionante e disperata ricerca della verità da parte del protagonista, un uomo buono e cocciuto che si ritrova vittima della crudeltà della peggiore bestia del mondo: l'Uomo.

Wahhch Debch è un uomo buono, che al ritorno a casa trova la moglie orrendamente trucidata e cade nella più profonda disperazione. A raccontarlo un particolare narratore, il gatto della donna, che assiste alla scena. La polizia identifica il responsabile, ma stranamente non sembra attivarsi più di tanto per catturarlo. Debtch decide quindi di mettersi sulle tracce dell'uomo per trovare una ragione che possa spiegare il delitto, sotto gli occhi di vari animali che assistono al suo viaggio. Inizia così una caccia che lo porterà tra i criminali mistici delle riserve indiane del Quebec, poi negli Stati Uniti, fino a ripercorrere la sua stessa storia, la tragica infanzia in Libano nei campi di Sabra e Chatila. A dispetto della forma espositiva, unica nel suo genere, in cui le voci di mille animali (identificati con la nomenclatura binomia latina) vanno a comporre la storia, il racconto è potente e si lascia leggere rapidamente, anche sorvolando su alcune incongruenze della trama e sull'estrema brutalità delle vere bestie del romanzo, i protagonisti umani, la cui anima nera è messa a nudo dai narratori animali con rassegnata freddezza.

Giudizio sintetico: Esopo-pea noir