lunedì 11 novembre 2019

Il mio anno di riposo e oblio

di Ottessa Moshfegh, Feltrinelli

Considerato da alcuni famosi giornali americani uno dei libri più belli del 2018, il romanzo è la storia di una giovane e bellissima donna, di cui non conosciamo il nome, che vive nell'Upper Side di Manhattan, in una casa acquistata grazie ad un lascito dei genitori, entrambi defunti. Rimasta senza lavoro, licenziata dalla Galleria d'arte per cui lavorava, mette in atto il programma, lucidamente concepito, di estraniarsi dalla realtà con un lungo sonno di un anno.

Una storia particolare, grottesca, ambientata all'inizio del XXI secolo, narrata in prima persona dalla protagonista, che per liberarsi dai suoi pensieri e resettare la propria vita passata decide di entrare in un letargo della durata di un anno. Si fa aiutare da un'improbabile psichiatra, la dottoressa Tuttle, che le prescrive farmaci tranquillanti e ipnotici in quantità straordinaria. L'isolamento della ragazza è interrotto talvolta dalle visite, in verità poco gradite, di Reva, la sua migliore amica, per la quale esce momentaneamente dall'isolamento partecipando al funerale della madre.
Pagina dopo pagina si capisce che la scelta della protagonista di staccarsi dal mondo nasce dal fallimento del rapporto con Trevor, uomo affettivamente immaturo, e soprattutto da un'infanzia segnata dalla mancanza di genitori, falliti come coppia e incapaci di amarla.
La conclusione del romanzo, che rimane aperta all'interpretazione dei lettori, collega la disgregazione individuale a quella della società occidentale.
Un romanzo di non facile lettura, non divertente come definito in quarta di copertina, che stimola alla riflessione sulla realtà dei nostri giorni.

Giudizio sintetico: Letargico

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