Visualizzazione post con etichetta Politico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Politico. Mostra tutti i post

domenica 7 febbraio 2021

Gridalo

 di Roberto Saviano, Bompiani

Un resoconto episodico tra giornalismo d'inchiesta e narrazione letteraria, articolato con il filo conduttore di un uomo che immagina di incontrare il ragazzo che era, al quale vorrebbe dare consigli, avvertimenti, ma dal quale non può nemmeno farsi ascoltare. Per aiutarlo, lo affiancano le storie di personaggi noti e meno noti, emblemi di scelte esistenziali che nonostante le profonde diversità restano comunque improntate ad una identica coerenza: fare ciò che si reputa di dover fare, nonostante tutto.

Un uomo osserva da lontano un ragazzo che esce da una scuola: sa che è lui stesso molti anni prima, vorrebbe aiutare quel ragazzo a non commettere scelte che ne comprometteranno la vita, ma non può. La strada è diversa per ognuno, i pensieri, le emozioni, le azioni si susseguono e condizionano le nostre esistenze in dinamiche individuali che non possiamo controllare, anche se la coerenza deve rimanere il timone che indirizza il nostro agire. Consapevole dell'importanza dell'esempio, dopo una prima parte più generalista che analizza le caratteristiche sociali del nostro tempo, l'uomo inizia a raccontare al ragazzo, con lo stile dello scrittore che sa che diventerà, le vite di vari personaggi che hanno seguito il proprio spirito nonostante l'evidenza di crescenti – talvolta insormontabili – difficoltà, pagando molto spesso con la vita. Non sempre personaggi noti, non sempre personaggi positivi, non sempre personaggi con un esempio da seguire... Assieme a Ipazia, Giordano Bruno, Robert Capa, Martin Luther King, sono raccontati anche un wrestler come Hulk Hogan o un nazista come Joseph Goebbels.
Attraverso racconti di vite reali, con il suo caratteristico stile tra romanzo e giornalismo, Saviano ci porta a riflettere sulle contraddizioni della nostra società digitale, sulla tendenza all'uniformazione che sembra sempre condizionare gli aspetti della vita sociale, complici politiche e poteri economici che tentano in ogni modo di soffocare – spesso nel sangue ma talvolta solo con la diffamazione sistematica e la persecuzione giudiziaria – qualsiasi voce di dissenso, piccola o grande che sia. 
Il titolo è l'anticipazione di tutte le esortazioni che chiudono ogni capitolo, richiami ad una libertà e ad una coerenza di pensiero che sembrano sempre più perdersi nel mare della rassegnazione e dell'appiattimento al ribasso della solidarietà.

Giudizio sintetico: Biograficoerente

mercoledì 23 settembre 2020

Una donna normale

di Roberto Costantini, Longanesi

Dopo la fortunata serie dedicata al commissario Balistreri, Costantini propone un nuovo personaggio a cavallo tra Italia e mondo arabo: è una donna, in questo caso, madre occupatissima e funzionaria dei servizi segreti, che divide la propria vita tra una famiglia molto impegnativa e la caccia ai terroristi che si infiltrano in Italia. Ne nasce il ritratto di una persona che stenta a dividere in due la propria esistenza, integerrima in ambito familiare, ma che nel lavoro ha la necessità di scendere a compromessi per ragioni di Stato.

Aba Abate è una mamma e una moglie con un grigio impiego al ministero delle Finanze, che si dedica ai figli adolescenti e al marito aspirante scrittore con dedizione. Ma Aba, in realtà, è anche Ice, una funzionaria dei servizi segreti che si occupa del reclutamento e dei contatti con gli infiltrati nei nuclei di fanatici islamici che ruotano attorno alle moschee italiane, un compito delicato che viene sconvolto quando uno di questi infiltrati è ucciso in circostanze singolari. La conseguenza di questa morte è la possibilità che un terrorista suicida riesca ad entrare in Italia per farsi esplodere. Ice è quindi costretta ad intervenire anche sul campo, collaborando con un superiore e un agente arabo che non stima e con i quali deve condividere scelte difficili, mentre le incombenze familiari le piovono addosso e le rubano molto del tempo che servirebbe a concentrarsi sul caso.
Anche se il soggetto potrebbe ricordare la Paola Cortellesi del film "Ma cosa ci dice il cervello", in realtà il personaggio di Costantini è ritratto in modo molto più approfondito dal punto di vista professionale, dove soggiace alla gerarchia e all'arte del compromesso che caratterizzano i rapporti tra i servizi segreti dei vari paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Ne nasce una storia complessa, a tratti declinata anche dal punto di vista sociale e politico, che sembra destinata a un seguito anche per alcune figure, come quella dell'amica Tiziana, che lasciano prevedere sviluppi futuri.

Giudizio sintetico: Doppio


martedì 12 maggio 2020

Indagine non autorizzata

di Carlo Lucarelli, Mondadori

La libertà e l'indipendenza di un Viceinvestigatore della Polizia nella fase di maggiore pressione del periodo fascista. In questo, più che in altri libri dello stesso autore ambientati nel Ventennio, appare evidente la difficoltà di coniugare desiderio di verità e rispetto degli stringenti vincoli imposti dal regime, con un protagonista timido e impacciato ma sorprendentemente cocciuto, tanto da scontrarsi con poteri forti contro i quali non ha nessuna speranza di successo.

Rimini, 1936. Marino è un vicecommissario emotivamente instabile, che non ha fatto carriera perché cerca sempre di trovare la verità anche dove le ragioni pratiche gli suggerirebbero di lasciar stare le cose come stanno. Appena lasciato dalla moglie, stufa di condividere la propria esistenza con un uomo dedito al lavoro ma economicamente fermo al punto di partenza, viene chiamato a svolgere un'indagine su un cadavere ritrovato sulla spiaggia, quello di una prostituta nota per accompagnarsi ad un balordo, un piccolo delinquente che viene immediatamente indicato come l'autore del delitto. Un colpevole da arrestare subito, anche se la vicenda presenta molti punti oscuri, perché nelle immediate vicinanze del luogo del delitto sta trascorrendo le vacanze "Lui", il Duce, il cui riposo non può assolutamente essere turbato. Solo che Marino non è convinto, e inizia una personale indagine, non autorizzata – come recita il titolo – e che lo condurrà a scontrarsi con una strana famiglia di nobili e con diverse figure legate al regime: faccendieri, delinquenti, politici, pretoriani... Un romanzo imperniato sul condizionamento della dittatura sull'indagine poliziesca, con un protagonista che se non fosse per la timidezza e i condizionamenti politici potrebbe tranquillamente rappresentare l'alter-ego nazionale dei detective americani nati dalle penne di Hammett e Chandler, emblema della cocciutaggine dell'uomo che non riesce ad accettare le imposizioni ingiuste. 

Giudizio sintetico: Cocciuto

venerdì 27 marzo 2020

Saturno

di Serge Quadruppani, Einaudi

Non uno solo, ma numerosi protagonisti per questo thriller a bassa tensione, ulteriore esempio della tendenza dei narratori francesi contemporanei a ribaltare costantemente il fronte durante la narrazione. Oggetto del racconto, le vicende dei superstiti di una strage terroristica apparentemente incomprensibile che coinvolge investigatori privati, killer organizzati, faccendieri e una bella commissaria non più giovanissima, che tende a perdere la linea ma non il proprio fascino.

Saturnia, 2009, vigilia del G8 dell'Aquila. In uno stabilimento termale di livello elevato, appare un terrorista che inizia a sparare sulle persone immerse nelle vasche e poi sparisce velocemente lasciando un comunicato di rivendicazione redatto in arabo. Da questo episodio di sangue prende l'avvio un'inchiesta di cui si occupa la Commissaria Tavianello, una donna che preferisce lavorare in autonomia e parallelamente alla quale si muovono anche un pugno di persone accomunate dal fatto di essere state presenti al momento della strage, scampando miracolosamente alla morte. Sullo sfondo, un mondo di poteri forti e senza scrupoli che sembrano manovrare i personaggi come burattini.
Una trama articolata e personaggi ben delineati non sono sufficienti a donare al racconto, comunque apprezzabile, la forza emotiva che le premesse sembrerebbero dargli. I salti narrativi sono infatti suddivisi tra un numero troppo elevato di personaggi, con una conseguente frammentazione della capacità di focalizzazione del lettore e la perdita involontaria dello status di protagonisti che il killer e la Commissaria meriterebbero.

Giudizio sintetico: Corale

sabato 29 febbraio 2020

Bianco

di Bret Easton Ellis, Einaudi

Saggio autobiografico feroce e americanissimo sull'omologazione del pensiero democratico nell'epoca di Internet. Bersaglio della critica l'imposizione della condivisione del pensiero nei social, che impone di mettere i "Mi piace" alle pagine più politically correct bersagliando di insulti e mettendo alla gogna mediatica chi la pensa diversamente, e l'incapacità di accettare la realtà da parte di quella sinistra che non ha saputo accettare la sconfitta politica conseguente all'elezione di Donald Trump alla presidenza degli USA.

Un racconto autobiografico privo di pudore, quello di Ellis, che usa la narrazione di sé stesso per un'analisi critica senza scrupoli del pensiero politico e della cultura statunitensi degli ultimi 20-30 anni. Filo conduttore, il fastidio provato per l'intransigenza degli intellettuali democratici che dall'elezione di Trump hanno messo in atto una furiosa Resistenza fatta di un misto di ipocrisia e rifiuto della realtà, comportamenti che grazie ai social hanno finito per diventare epidemici condizionando l'intero mondo di cinema, TV, Internet e social media al quale l'autore appartiene da sempre.
Controcorrente e dichiaratamente NON politically correct, lo sfogo di Ellis offre sicuramente numerosi spunti di riflessione sul destino del pensiero contemporaneo, tuttavia al lettore italiano può apparire distante e privo di collegamenti con il vissuto, a causa dell'aspetto autobiografico imperniato su attività editoriali, pubblicazioni, personaggi pubblici, programmi TV e poadcast non sempre abbastanza noti al di fuori degli Stati Uniti, ad eccezione di quelli firmati da Ellis stesso. Nel complesso, rimangono comunque sempre apprezzabili lo stile e l'ironia dell'autore di American Psycho, almeno in questa efficace traduzione di Giuseppe Culicchia.

Giudizio sintetico: Anticonformista

giovedì 23 gennaio 2020

La macchina del vento

di Wu Ming 1, Einaudi

Una fantasia mitologica e romanzesca con ambientazione storica, ricostruita nei dettagli con la tradizionale precisione di Wu Ming. Tra epica, letteratura, politica e personaggi realmente esistiti viene inventata una vicenda – a tratti fantastica – che si svolge durante il periodo fascista nell'isola di Ventotene, di cui il regime fece il luogo di confino di vari intellettuali e politici dissidenti, tra i quali spicca l'ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini, ai tempi ai vertici del Partito Socialista.

1939. A Ventotene si possono incontrare molti tipi di confinati, ognuno dei quali appartenente ad un gruppo diverso, con una propria mensa, propri compagni, propri ideali. Di sicuro, ad accomunarli, l'avversione al regime, il sapere perché alcuni confinati sono detti "manciuriani" e la consapevolezza di appartenere ad una élite politica e culturale destinata a grandi cose, anche se al momento l'obiettivo primario rimane quello di riempire lo stomaco ed evitare, per quanto possibile, angherie della Milizia, disagi e malattie. Erminio, un giovane laureando antifascista che conosce bene i miti greci, fa parte del gruppo di un compagno carismatico più maturo, quel Sandro Pertini che riesce sempre a mantenere un comportamento integerrimo e decoroso anche in mezzo alle peggiori avversità. Ma un giorno sull'isola sbarca un fisico misterioso, depositario di vari segreti, che comincia a parlare di macchine del tempo e altre stranezze ed Erminio, che ne diventa l'unico amico, non può non notare che molti degli avvenimenti che accadono sull'isola sembrano appartenere ad una dimensione che intreccia scienza, mitologia e politica senza soggiacere ai consueti legami temporali.
Come spesso nei romanzi dei Wu Ming, l'intreccio di mondi, epoche e soggetti diversi – reali e immaginari – tesse una trama tanto fantastica e  inverosimile da risultare possibile, grazie soprattutto all'estremo dettaglio dei tratteggi di luoghi e personaggi storici. Ne è un esempio, in questo caso, il "suono" dei dialoghi con Pertini, del quale – durante la lettura – sembra di riuscire a sentire non soltanto le parole, ma persino l'accento e il tono.

Giudizio sintetico: Fantastorico


mercoledì 25 dicembre 2019

Istruzioni per diventare fascisti

di Michela Murgia, Einaudi

"Fascista è chi il fascista fa" evoca nel sottotitolo il Forrest Gump che campeggia sulla copertina di questo piccolo ma appassionato libro, ironica guida che spiega le caratteristiche del successo della nuova estrema destra dei giorni nostri.

Raccontato come un'ironica apologia del fascismo da un'autrice convintamente democratica, in realtà il libro è un vero e proprio saggio politico che pone interrogativi non banali sull'avanzata politica delle nuove destre, senza fare sconti né ai nuovi "fascisti", né agli intellettuali di sinistra che – almeno nelle intenzioni dichiarate – si propongono di rappresentarne l'alternativa.
Basta una rapida scorsa all'indice e a qualche pagina del testo per capire quanto l'analisi dei nuovi fascismi sia precisa e attuale, dipinta con uno stile propedeutico estremo che sottolinea come la vera ironia sia raccontare le opinioni dell'altro con la sua stessa lingua, facendo in modo che siano le sue stesse parole ad evidenziarne le contraddizioni. Tuttavia, un livello più profondo emerge da un esame più attento: a scavare nell'inconscio, forse tutti sono un po' fascisti, e la vera scaltrezza del nuovo corso della destra è proprio quella di riuscire a portare alla luce il "cuore nero" di ognuno, un'anima che a dispetto delle dichiarazioni più politically correct viene messa a nudo con fredda evidenza dal curioso "fascistometro" che chiude il libro e che lascia dubbioso e stupefatto anche il lettore di sinistra più sicuro delle proprie convinzioni politiche, tanto da spingere l'autrice a fornire un'interpretazione guidata dei risultati.

Giudizio sintetico: Antifascista... o no?

giovedì 12 settembre 2019

M. Il figlio del secolo

di Antonio Scurati, Bompiani

Romanzo storico cronachistico molto corposo, che analizza a fondo la nascita e lo sviluppo del fascismo incentrandosi sulla figura di Mussolini. Alla base, una ricerca storica immensa e una forma romanzata che non tralascia di descrivere emozioni, passioni, scaltrezza non soltanto del dittatore, ma anche dei personaggi che hanno caratterizzato i sei anni dalla fine della Grande Guerra all'assunzione in Parlamento della responsabilità politica del delitto Matteotti. Una grande lezione di storia, ricca di documenti e testimonianze, che si legge in scioltezza come un racconto di fiction. Vincitore del Premio Strega 2019.

Mussolini è già il direttore de Il Popolo d'Italia, quando davanti ad una platea di poche centinaia di reduci capisce che la fine della Grande Guerra ha profondamente cambiato la politica e la società italiana e dà l'avvio al Fascio di combattimento, un gruppetto di personaggi, in prevalenza Arditi, che lui stesso per molti versi disprezza ma dei quali non rinuncia a servirsi. La vittoria mutilata, l'abitudine dei reduci alla violenza e l'assenza di una classe politica adeguata al nuovo secolo sono il terreno fertile in cui un uomo dal carattere prorompente e dall'ambizione smisurata può farsi strada facilmente, cavalcando il malcontento e sfruttando la caparbietà di una generazione, quella sopravvissuta alla guerra, che si sente tradita e che vuole prendersi con la forza un'intera nazione. La lotta contro i socialisti nel "biennio rosso" sarà l'occasione di sviluppo di una politica aggressiva e violenta, in cui si fanno notare uomini e donne poi passati alla Storia: dipinti con passione, ma sempre con estremo rigore documentale, si incontrano tutti i protagonisti degli anni da 1919 al 1925, da D'Annunzio a Turati, da Margherita Sarfatti a Matteotti, piccoli e grandi personaggi che hanno partecipato, lottato, vinto e perso una lotta per il potere combattuta con ogni mezzo e che ha visto prevalere l'uomo che più degli altri incarnava il "sentire" del nuovo secolo.
Un libro importante ma non pesante, ottima lezione di una Storia che a 100 anni di distanza, se dimenticata, potrebbe ancora correre il rischio di ripetersi.

Giudizio sintetico: Eziologico

martedì 22 gennaio 2019

Furland

di Tullio Avoledo, Chiarelettere Ed.

Avoledo si conferma come un autore anomalo, capace di mischiare temi, ambienti, generi letterari tra i più disparati, rendendoli verosimili e quasi attuali, anche nel più improbabile degli ambienti. In questo caso, il teatro del racconto è un Friuli trasformato in un gigantesco palcoscenico nel quale va in scena la Storia, ad uso e consumo di ricchi turisti provenienti da tutto il mondo. Ma dove finisce la finzione di un parco a tema grande come una regione, e dove inizia la terribile realtà di un mondo che non ammette nessuna alterazione, anche la più minuscola, dell'ordine costituito?

Nel Friuli di un futuro non troppo lontano, un giovane attore poliglotta viene assunto per sovrintendere ad una delle moltissime rappresentazioni che rappresentano l'unica risorsda economica di una regione che si è dichiarata indipendente, e che ha fatto del turismo storico la sua unica fonte di reddito. Ma ciò che accade durante queste fiction a tema è troppo stravagante e crudele per essere credibile, anche al più ingenuo dei turisti che vi assistono. Mescolando stravaganti generi, orientamenti politici, fatti storici realmente accaduti in un mix veloce da thriller tradizionale, Avoledo attinge dai luoghi comuni del turismo, della spy story e degli stereotipi politici più attuali per confezionare un racconto stranissimo che pure risulta, se non verosimile, almeno possibile. E che possa essere possibile non è certo una buona notizia.

Giudizio sintetico: Fantaturistico

mercoledì 9 gennaio 2019

Middle England

di Jonathan Coe, Feltrinelli

Un romanzo sugli sviluppi politici e sociali che hanno portato la Gran Bretagna a scegliere di uscire dall'Europa. A cavallo tra Londra e Birmingham, si snodano le vicende di alcuni personaggi già incontrati ne La banda dei brocchi e in Circolo chiuso, ma qui la dimensione umoristica lascia il passo al conflitto sociale tra le due anime dell'Inghilterra, quella populista e xenofoba e quella intellettuale e smarrita, in un crescendo che coinvolge più generazioni.

Benjamin Trotter, sua sorella Lois e i loro amici sono diventati personaggi di mezza età alle prese con i mali della propria generazione: tra questi, il più tangibile è lo smarrimento intellettuale in una società sempre più cosmopolita e insofferente, che alterna la colpevolizzazione degli stranieri, accusati di essere la causa della perdita dell'anima british, alla paura di essere tacciati di razzismo per qualsiasi minima deroga al politically correct, vissuto come un sopruso. Ai "vecchi", ma non troppo, fanno da contraltare le vicende personali della "giovane" Sophie, la figlia di Lois, che stenta a trovare interesse in un matrimonio apparentemente perfetto e che non riesce a sopportare l'idea di trovarsi inserita in una dimensione familiare politicamente avversa. Come sempre, è stupefacente constatare come Coe riesca ad indirizzare la storia della divisione politica della società inglese dell'ultimo decennio all'interno di un contesto narrativo personale, familiare e intimista, che si interroga soprattutto su quale peso possono avere le scelte politiche nazionali sui rapporti personali dei singoli.

Giudizio sintetico: Brexit

venerdì 28 dicembre 2018

02.02.2020. La notte che uscimmo dall'euro

di Sergio Rizzo, Feltrinelli

Che cosa succederebbe se alle elezioni europee del 2019 il partito sovranista, ex partito del Nord, al governo insieme al succube partito populista, arrivasse a raccogliere il 72% delle preferenze? Tra fantascienza e preveggenza, catastrofismo e lungimiranza, Rizzo immagina la cronaca di due morti annunciate: quella dell'euro come moneta nazionale e quella dell'Italia come membro dell'Unione Europea.

Sergio Rizzo, vicedirettore del quotidiano "Repubblica", vincolando strettamente immaginazione a dati incontrovertibili di realtà, prova a raccontare in questo libro quale storia avrebbe l'Italia se alle elezioni europee del 2019 il partito sovranista risultasse primo con più del 70% dei voti. Ipotesi plausibile, il tentativo di mantenere la promessa fatta da Matteo Salvini nel 2016: "Se la Lega va al governo, usciamo dall'euro", aveva detto. Dunque, dichiarazione di uscita unilaterale dalla moneta unica, con l'approvazione benevola della Russia, l'appoggio di Donald Trump e dei paesi del blocco di Visegrad, Ungheria in testa. La deriva ipotizzata da Rizzo è spread alle stelle, debito pubblico oltre il 150%, le banche sull'orlo del fallimento, aziende che chiudono, disoccupazione inarrestabile. Passerà, è un fuoco di paglia, dicono i sovranisti cercando di rassicurare il presidente della Repubblica, l'unico argine alla marea sovranista. Inizia a circolare la Nuova Lira che non vale niente, file ai bancomat vuoti, il sito archeologico di Pompei dato in concessione ai Russi, in vendita le isole di Pianosa, Asinara, Montecristo...
Un libro inquietante, da distribuire porta a porta se non fosse che la maggioranza degli Italiani – più del sessanta per cento, stima il Censis – sono analfabeti di ritorno o analfabeti funzionali, comunque non in grado di comprendere un testo complesso come un libro...

Giudizio sintetico: Militante