mercoledì 24 aprile 2019

Prima di cadere

di Noah Hawley, Einaudi

Thriller non appassionante ma che riesce a farsi leggere integralmente, imperniato su un misterioso disastro aereo le cui conseguenze mettono in moto un meccanismo mediatico delirante, in cui la televisione tenta di convertire uno sconosciuto eroe in un possibile terrorista. La storia macina motivi narrativi già inflazionati, non soltanto in letteratura ma anche nel cinema e nella vita reale, ma tra il ripetersi di questi stereotipi sulla società americana si ritrovano alcuni – purtroppo sporadici – spunti di riflessione interessanti.

Nel volo di un jet privato sul quale si trovano imbarcati un magnate della finanza e un editore televisivo – con le rispettive famiglie –, capita per caso un pittore squattrinato ed ex alcolista, Scott Burroughs, che si ritrova unico adulto superstite dello schianto in mare del velivolo. Sopravvissuto con lui, il figlio piccolo di uno dei due magnati, che Scott riesce a mettere in salvo dopo una nuotata senza fine. Il bambino e l'adulto iniziano così un calvario mediatico dal quale dovranno salvarsi una seconda volta, mentre il mondo si interroga sulle misteriose ragioni dell'incidente. Tra conduttori televisivi inferociti, agenti FBI che vedono il sospetto ovunque ed ereditiere annoiate, si inseriscono i flash-back delle ultime giornate degli altri viaggiatori deceduti nel disastro, incisi poco significativi che portano al finale, non all'altezza del mistero che permea le pagine iniziali e dei precedenti lavori dell'autore (Fargo, innanzitutto).

Giudizio sintetico: Precipitato

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