martedì 8 giugno 2021

La salita dei saponari

di Cristina Cassar Scalia, Einaudi

Un romanzo giallo ambientato in Sicilia. La storia tuttavia sembra avere collegamenti addirittura internazionali, dato che la vittima è Esteban Torres, cubano-americano con cittadinanza italiana e residenza in Svizzera. Il complicato caso è affidato a Vanina Guarrasi, vicequestore della mobile di Catania, personaggio già protagonista di due precedenti romanzi della Scalia,
Sabbia nera e La logica della lampara. Questo terzo episodio rimanda a vicende e personaggi che alcuni lettori hanno già conosciuto, ma può essere letto e apprezzato anche come episodio a sé, che fa presagire una nuova puntata. 

Aeroporto di Catania, in un'auto viene ritrovato il cadavere di Esteban Torres: "Fedina penale pulita, immagine impeccabile, mai beccato a commettere il più piccolo reato, eppure in odore di mafia da lasciare la scia al suo passaggio. Un odore che nonostante le indagini dell'FBI tale è rimasto." L'arma del delitto, una pistola russa, una Makarov 9 mm. Un americano ucciso con un'arma russa molto in uso durante la guerra fredda... 
Il caso si complica ancora di più quando viene rinvenuto nel giardino di un hotel a Taormina un secondo cadavere, quello di una donna legata allo stesso Esteban Torres. Vanina, rientrata da Palermo, dove seguiva complesse indagini, affronta il caso avvalendosi dei suoi collaboratori e, in particolare, dell'intuito dell'ex commissario Biagio Patanè, ora in pensione. 
Centrale nel romanzo la figura della protagonista, la Guarrasi, donna affascinante, amante del buon cibo, fumatrice, cinefila, una relazione complicata con il magistrato di Palermo Paolo Malfitano, un passato doloroso alle spalle – la morte del padre, ucciso dalla mafia mentre era in servizio. Coprotagonista la città di Catania, con le sue viuzze, il traffico, i suoi squarci, la Muntagna (l'Etna) che domina la città. 
Scritto in un italiano sicilianizzato, con termini e modi di dire tipici del luogo, il romanzo si legge piacevolmente e potrebbe essere consigliabile per una lettura estiva. 

Giudizio sintetico: Trinacria gialla

I delitti della salina

di Francesco Abate, Einaudi


Giallo storico, ambientato nella Cagliari dei primi del '900, imperniato su un'indagine condotta da una donna giornalista, già solo per questo un personaggio inconsueto, ma ancor di più per l'origine "mezzosangue" cinese. Il mondo in cui si muove l'anomala protagonista viene ricostruito con notevole precisione storica, ma con lo stile caratteristico del thriller moderno, contrasto che potrebbe risultare spiazzante per alcuni lettori.

Clara Simon è una giornalista donna, relegata a mera correttrice di bozze per L'Unione, il giornale del capoluogo, a causa di alcuni articoli che non sono piaciuti ai notabili della città. Non manca però di scrivere i propri articoli, "correggendo" quelli di un collega amico di infanzia, con il quale vive un rapporto di amicizia molto stretto. Bella ed esotica, attira anche le attenzioni di un tenente dei Carabinieri appena arrivato nell'isola, proveniente da Napoli e fermamente convinto del proprio ruolo istituzionale. Con l'aiuto dei suoi due cavalieri, Clara cercherà di risolvere il mistero della scomparsa di alcuni miserabili piciocus de crobi, ragazzini considerati pedine da lavoro sacrificabili che vivono ai margini del mercato vivendo di espedienti.
Il romanzo altalena descrizioni storiche, contrasti sociali e fiction in uno strano connubio nel quale fanno capolino, senza mai risultare determinanti, anche piccole note sentimentali e brevi richiami alle discriminazioni razziali. L'estrema eterogeneità del racconto si rispecchia nella descrizione di una città, Cagliari, divisa in quartieri che cercano di conquistarsi le risorse di una promessa di sviluppo che appare imminente mentre sullo sfondo si affacciano le prime rivendicazioni di un proletariato logorato dalle condizioni di lavoro.

Giudizio sintetico: Rivendicativo

sabato 29 maggio 2021

Nudi e crudi

di Alan Bennett, Adelphi 


Un romanzo breve, o racconto lungo, questo di Bennett. Una storia che, partendo da uno spunto iniziale quale un furto straordinario ai danni di una coppia di mezza età della media borghesia londinese, mette in luce, con uno sguardo ironico, i caratteri dei personaggi, la loro vita monotona e grigia, innescando nel lettore riflessioni sulle consuetudini, i non detti, gli equilibri instabili che un evento eccezionale può spezzare.
 

I coniugi Ransome. Lui un serio e grigio avvocato, lei un'apatica tranquilla casalinga abituata ad adeguarsi alle esigenze e ai gusti del marito, si allontanano da casa per assistere a teatro al Così fan tutte di Mozart. Mr. Ransome è un appassionato delle opere di questo musicista; la sera, a casa, dopo una giornata di lavoro, ne ascolta la musica estraniandosi da tutto ed evitando così di parlare con la moglie. 
Al rientro dal teatro, la coppia trova la casa completamente svaligiata: non c'è più niente, né mobili, né oggetti vari, neppure il forno con lo sformato quasi pronto, neppure la moquette. Un trasloco avvenuto in poco tempo, senza che i vicini o il guardiano si siano accorti dell'accaduto. La polizia non sembra colpita dallo strano caso, considerandolo alla stregua di un furto qualunque. 
Mr. Ransome si preoccupa soprattutto della perdita del suo stereo (che riacquista subito per tornare a riascoltare Mozart), lei cerca di comperare poco alla volta quello che manca. Così gira per le vie del suo quartiere, riscoprendolo, cercando oggetti a poco prezzo per rendere la casa più vivace e piacevole. Scopre che la televisione si può accendere anche durante il pomeriggio e guardare vite diverse, aspetti differenti della realtà, acquisire un nuovo lessico. Due modi diversi di reagire ad un evento traumatico, che li mette l'uno di fronte all'altra, senza maschere e non detti. 
Dopo un inizio brillante, il racconto, che pur si legge volentieri, non decolla  né si crea empatia con i personaggi. L'ironia sottile è un gioco intellettuale che rende la narrazione un po' fredda e poco coinvolgente. 

Giudizio sintetico: Senza coperture

Versilia Rock City

di Fabio Genovesi, Mondadori


Romanzo d'esordio del noto autore toscano, è una galleria di personaggi dropout singolari e ben disegnati nelle proprie manie, nei numerosissimi errori, nelle difficoltà sociali che li rendono macchiette tenere e tragiche di un racconto corale che alterna salti temporali e intrecci saltuari. Divertenti, spaesati, chiusi in mondi e spazi psicologici angusti e tipizzati, cercano ognuno uno spazio di vita proprio in una Forte dei Marmi vuota e invernale, descritta senza pietà.

Ci sono Mario e Renato, ex bambini, ex protagonisti delle serate degli anni '90, uno ex-DJ, l'altro ex-regista impegnato, forse troppo impegnato. Poi c'è Nello, detto "il Botta": ex-tossicodipendente, anche adesso violento, approfittatore, privo di qualsiasi morale, ma del quale si infatuano tutte le donne e che quindi scatena l'odio di padri, mariti, sorelle, amici. Ma non di Teresa, inflessibile avvocato che frequenta l'intellighenzia del luogo, donna decisa e capace ma che sente la mancanza di emozioni degne di essere chiamate tali. L'autosegregazione di Mario, lo strano lavoro di Renato, le follie di Nello e l'amore disperato di Teresa si muovono sullo sfondo di paesaggi senza personalità, l'hinterland milanese, ma soprattutto la vuota Forte dei Marmi invernale, meta turistica di una Milano sbruffona e snob che la vede, con l'accondiscendenza interessata degli stessi abitanti della città versiliana, solo come una "casa al mare", da sfruttare uno o – al massimo – due mesi all'anno, ignorando l'esistenza della città e dei suoi residenti per i restanti 10/11 mesi.
Piacevole e imperniato sul confronto tra passato e presente, il romanzo vive della disperazione dei protagonisti, che sono troppo avviluppati in sé stessi per creare empatia, ma che come macchiette riescono comunque a suscitare una divertita commiserazione. Prova generale delle tematiche dei romanzi successivi dello stesso autore, non ne raggiunge tuttavia ancora lo spessore narrativo.

Giudizio sintetico: Ex-che?

domenica 23 maggio 2021

Il mistero della finocchiona a pedali

di Dario Cecchini e Alessandro Mauro Rossi, Feltrinelli

Un giallo senza paura, senza emozioni, senza la necessità di inferire niente da parte del lettore. I fatti vengono spiegati nei minimi particolari, gli attori sono tutti - quasi - buoni, il mondo del piccolo paese toscano in cui si svolgono i fatti è quello di una moderna ambientazione alla Guareschi, ma senza lo scontro tra due opposte fazioni. La storia è anche interessante, ma raccontata in modo molto tranquillizzante. 

Panzano in Chianti, terra di cinghiali, di mangiate, di piccoli avvenimenti di paese. Al centro del borgo, ombelico gastronomico della regione e centro di aggregazione sociale, la macelleria (esiste davvero!) di uno degli autori, noto gastronomo dai successi internazionali. 
Il mistero inizia con la morte di un ciclista, apparentemente vittima di un pirata della strada o di un incidente. Ma il maresciallo sardo trapiantato in Toscana che si occupa dell'indagine non ne è convinto. Dopo qualche tempo, altre morti di ciclisti, questi chiaramente vittime di una misteriosa arma che non lascia tracce, portano all'attenzione dei media nazionali la stranezza di un luogo in cui il numero degli abitanti è troppo esiguo per giustificare tanti delitti. Sul mistero iniziano ad indagare, oltre al commissario, anche i due autori del libro, che si muovono in un mondo di cacciatori, bracconieri, strani turisti e misteri raccontato troppo nel dettaglio e che non lascia al lettore nessuno spazio di deduzione autonoma.
A metà tra un libro per ragazzi e un giallo, il romanzo ha comunque il pregio di raccontare alcune caratteristiche geografiche e gastronomiche del Chianti, stimolanti per chi volesse, incuriosito, trascorrervi un periodo di vacanza leggendo un thriller leggero di cui sono protagonisti due personaggi reali, che potrebbe anche incontrare di persona.

Giudizio sintetico: Pro Loco

La moglie perfetta

di Roberto Costantini, Marsilio Ed.


Ultimo caso del commissario Balistreri, eroe noir riflessivo dal passato oscuro e dalle parentele ingombranti. La serie a lui dedicata si conclude con un'indagine suddivisa in due periodi separati da un decennio e il taglio narrativo, rispetto ai titoli precedenti dedicati a questo protagonista noir, è decisamente più introspettivo e autoriflessivo.

2001, Roma. Dopo la giovinezza a Tripoli e la vita da commissario a Roma, Balistreri è stanco e amareggiato, ma non rinuncia né a fumare in ufficio, né ad infischiarsene della gerarchia. Insieme alla pm Bianca Benigni, indaga sulla morte di una ragazza stuprata e assassinata su una spiaggia vicino ad una discoteca. Attorno all'indagine, si dipanano le vite di due coppie: il prof. Bonocore, borioso professore sposato a Nicole, una americana bella ed elegante, e la stessa pm Bianca Benigni, moglie dello psicologo Nanni, specializzato in terapia di coppia ma smarrito davanti alla sua stessa vita matrimoniale. Caratteri molto diversi, collegati da una brillante e spregiudicata ragazza, Scarlett, provocante e disinibita, sorella della moglie del professore. L'indagine conduce ad un colpevole, ma 10 anni dopo Balistreri si troverà a dover rivedere i fatti alla luce di altre prospettive e con un ulteriore decennio di rassegnata ostinazione.
Romanzo riflessivo, molto orientato a descrivere le dinamiche emozionali dei personaggi, rimane comunque un noir di taglio classico, sebbene i trascorsi del protagonista (narrati in una fortunata serie di romanzi ambientati in due periodi diversi tra Libia e Italia) non siano del tutto consueti al genere poliziesco classico. Balistreri sembra attraversare il tempo con leggerezza, senza invecchiare mai e senza lasciare un segno tangibile se non nello spirito di chi gli è vicino, preoccupato di seguire una morale tutta sua, poco incline al compromesso ma spesso accomodante nei confronti dei risultati attesi.

Giudizio sintetico: Autoriflessivo

venerdì 30 aprile 2021

Fiori

di Maurizio De Giovanni, Einaudi 


Protagonisti di questo romanzo sono i Bastardi di Pizzofalcone, poliziotti scartati da altre sedi, che ormai formano una squadra coesa forse perché ciascuno di loro procede nelle indagini utilizzando doti diverse, così da integrarsi e compensarsi l'uno con l'altro. Un'indagine complessa, questa, da risolvere in tempi stretti, a rischio di dover rinunciare al caso o addirittura di veder chiudere il loro commissariato. Una sfida che i Bastardi affrontano brillantemente.
 

Inizio di primavera a Pizzofalcone. L'aria è limpida e profumata. Questo quartiere di Napoli, posto in collina, è un luogo fantastico in primavera, in cui si dovrebbe vagare senza meta per percepire pienamente con i sensi quello che la stagione appena arrivata regala: suoni, colori e profumi. Profumi di fiori diversi. Proprietario di un chiosco di fiori del quartiere è la vittima dell'omicidio da cui si dipana la trama. Savio Niola, un uomo stimato e amato da tutti, pronto ad aiutare chi ne avesse bisogno, che aveva denunciato poco prima della propria morte, comparendo anche in TV, il racket che taglieggiava i commercianti di zona. Potrebbe essere una pista, come potrebbe esserlo il ragazzo albanese a cui il Niola dava ospitalità in casa sua, scomparso dopo il delitto. 
Senza dare nulla per scontato e senza pregiudizi, i Bastardi indagano, cercando di capire il motivo per cui l'uomo sia stato ammazzato con brutale violenza, addirittura massacrato. Intanto si approfondiscono i caratteri e le vite dei Bastardi, ciascuno con una personalità differente che il narratore accosta a fiori diversi. E già nelle ultime pagine si intravedono prossime svolte nelle loro vite... 
Scritto nella consueta prosa scorrevole e fluida, a tratti lirica, il romanzo non presenta elementi di sostanziale diversità dai precedenti della stessa serie e forse il suo limite sta proprio nella modesta originalità. 

Giudizio sintetico: Stagionale

mercoledì 28 aprile 2021

Quando tornerò

di Marco Balzano, Einaudi



Famiglia, affetti, la decisione di abbandonare i luoghi perché la vita lo impone. La storia di una famiglia che per necessità è costretta a sfaldarsi e per necessità deve mantenersi unita per far fronte alle avversità. Un racconto a tre voci sull'importanza di andare via per trovare la propria strada e sulla durezza della vita di chi rimane, tracciato su quella linea a cavallo tra il coraggio di chi emigra e l'ostinazione di chi resta.

Filip e Daniela abitano in un piccolo paese della Romania, in un posto dimenticato dal mondo nel quale la piattezza del paesaggio rispecchia la mancanza di prospettive di tutti gli abitanti. Una terra in cui l'emigrazione femminile è la prassi, destino inevitabile di donne che prima o poi vanno in Italia a fare i mestieri che gli italiani non fanno più – badanti, donne di servizio, baby sitter – e uomini che emigrano per lavoro, in patria o in paesi stranieri. Nel cassetto, il desiderio di far studiare i figli per emanciparli da un destino che sembra sempre più simile a quello dei genitori. Manuel, adolescente di otto anni più piccolo della sorella, è il figlio minore della coppia e quello che a dispetto della durezza dei suoi comportamenti sembra soffrire di più della situazione. Angelica, la sorella maggiore, ha nella responsabilità e nella determinazione le sue caratteristiche più evidenti. Ma è nella vita di Daniela la nota distintiva del romanzo, che descrive con spietata crudezza il disagio di chi si trova a combattere tra la necessità di aprirsi a nuove prospettive e la volontà di mantenere saldi i legami con la famiglia e il paese di origine, temi già affrontati dall'autore ne L'ultimo arrivato e in Resto qui. 
La scelta del racconto in prima persona per i tre personaggi protagonisti delle tre parti del romanzo, se da un lato sottolinea il desiderio di offrire al lettore una maggiore introspezione, dall'altro ne spezza anche la continuità, riducendone in parte la capacità di suscitare empatia.

Giudizio sintetico: Migratorio


giovedì 22 aprile 2021

La donna degli alberi

di Lorenzo Marone, Feltrinelli


Un Marone diverso, immerso nella Natura, montano, scrive un libro introspettivo su un mondo difficile e ostile, ma comunque capace di affascinare. Storia di rinascita e di addio, con una donna ostinata e pronta ad accettare i doni di una montagna ricca di ricordi ma capace di dare emozioni forti e semplici.

La donna fugge dalla città, dalla delusione di un mondo che non apprezza più. E si rifugia in montagna, nella baita di famiglia, che a fatica deve rimettere in ordine per esigenze di sopravvivenza. Si deve far accettare dal bosco, dalla montagna, dagli animali che curiosi vanno a trovarla. Ma nell'indipendenza di uomini, donne, animali c'è il senso del suo rinnovato interesse per la vita. E i personaggi sono tutt'altro che anonimi: la strana ed efficacissima Guaritrice, la generosa Benefattrice, la Rossa che la adotta come sorella, lo Straniero che la coinvolge nel suo sogno verde.
Una storia di riscoperta dei valori essenziali e della autenticità della sopravvivenza, dettata dal ritmo delle stagioni e dalla necessità di riscoprire se stessi. Una storia non ironica, non ricca di avvenimenti, più improntata al mistero della scoperta della natura, ambientale e umana. Una storia che chi ha apprezzato i precedenti romanzi di Marone potrebbe anche non apprezzare.

Giudizio sintetico: Cognettiano

martedì 13 aprile 2021

Million dollar baby

di Fabio Carlini, Gremese 


Un saggio sul film omonimo di Clint Eastwood  del 2004. Un libro che, per chi ha visto quel film, è quasi necessario per capire la magia con cui il regista, partendo da un romanzo, è riuscito a creare un film straordinario. Tecniche cinematografiche che ai non addetti ai lavori sfuggono, ma che l'autore svela non per smontare il film ma per coglierne tutte le sottili sfumature che lo rendono un capolavoro.

Il libro si apre con un'introduzione dell'autore che, riferendo del proprio primo impatto alla visione del film, ci riconduce alla commozione provata da noi spettatori. Non si passa "emotivamente indenni" attraverso la storia dei protagonisti, Frankie (interpretato dallo stesso Clint Eastwood) e Maggie (Hilary Swank), a meno che la si rifiuti per eccesso di commozione. La parte principale del saggio si sofferma sul racconto del film, sulla storia principale, quella di Frankie, noto allenatore di giovani boxeur, che accetta di preparare Maggie, cameriera, con grandi aspirazioni pugilistiche. 
Intorno ai protagonisti anche la raffigurazione dei vari personaggi, ognuno dei quali rappresenta uno spaccato significativo di diversa umanità. E le famiglie, quelle reali, crude e aride, contrapposte a quelle elettive, nate dalle proprie frustrazioni ma non per questo meno solide e autentiche. Il film è infatti una grande storia d'amore, quella di Frankie, padre rifiutato dalla propria figlia e Maggie, figlia elettiva, con cui forma una famiglia al di fuori di schemi e legami di sangue. 
Il saggio continua con pagine interessanti, illustrate con numerose e puntuali fotografie, in cui Carlini spiega il mestiere del vero regista, quello che fa in modo che lo spettatore entri nella scena e partecipi in prima persona. Tecnica fatta di primi piani, di riprese dall’alto, di inquadrature soggettive, di luci e ombre, di spaccati, di riprese veloci e di riprese lente, tutto sapientemente mixato. Si capisce così come sia raffinata ed importante la regia di un film, quella che fa la differenza, quella che rende diverso un capolavoro da un’opera semplicemente onesta. 
Il libro è breve, ben scritto, interessante anche per chi non è cinefilo. Consigliabile vedere prima il film. 

Giudizio sintetico: Affinità elettiva

Il treno dei bambini

di Viola Ardone, Einaudi 


Un bel romanzo. Una storia ambientata nel secondo dopoguerra, in un periodo di difficoltà economica enorme, soprattutto al Sud, ma anche di autentica solidarietà. La trama si sviluppa partendo dall'iniziativa del Partito Comunista (Sezione Udi, Unione Donne italiane) di organizzare l'affido temporaneo di bambini molto poveri presso famiglie del Nord Italia per sostenerli in vista di un inverno, quello del 1946, che sarebbe stato molto duro. Con gli occhi del protagonista, Amerigo Speranza, di circa 8 anni, si viene a conoscenza di una vicenda storica spesso ignorata. 

Amerigo Speranza vive nei bassi dei quartieri spagnoli di Napoli con la madre, Antonietta Speranza; non ha mai conosciuto il padre, emigrato in America "per fare fortuna", così gli è stato detto. I due tirano avanti di espedienti, il bambino va a cercare "le pezze" che vende al mercato, non ha mai avuto un paio di scarpe. La madre è una donna di scarse parole, molto poco espansiva ed affettiva, che non l'ha ben preparato a salire su un treno per il Nord, insieme a molti altri bambini. Tanti i timori di Amerigo e degli altri piccoli, alimentati dalle voci della gente prima della loro partenza: Andranno in Siberia? I comunisti mangiano i bambini? Torneranno mai dai loro veri genitori? Amerigo è affidato ad una famiglia di Modena in cui trova una vita normale, una casa, pasti, vestiti, scarpe, la possibilità di andare a scuola, doveri, regali. Addirittura trova un uomo che, pur avendo già 3 figli propri, gli fa da padre e gli fa scoprire la passione per la musica. 
Ritornare a casa dopo un anno circa non è facile. Le due famiglie, quella "adottiva" e quella materna sono troppo diverse e per Amerigo la situazione è lacerante. 
Un romanzo molto intenso, scritto in modo delicato, semplice e, soprattutto nella prima parte, utilizzando modi di dire e termini del dialetto napoletano italianizzato. Forse il finale, con ellissi temporale di quasi 50 anni e un Amerigo adulto che fa i conti con la propria infanzia, risulta un po' prevedibile e meno efficace.

Giudizio sintetico: I bambini ci guardano

giovedì 8 aprile 2021

Una donna quasi perfetta

di Madeleine St. John, Garzanti


Secondo romanzo della scrittrice australiana St. John, dopo
Le signore in nero, più convincente del precedente per la costruzione più approfondita dei personaggi. Gradevole la scrittura, fluida e scorrevole, con una narrazione dotata di grazia e leggerezza che non scadono nella superficialità. Un libro che si legge velocemente ma che merita, poi, di rigustarne alcuni passi.
 
Londra, personaggi della middle-class, colti, quasi snob. Tre donne al centro della storia e un uomo, Simon. Le tre donne sono Flora, moglie di Simon, Lydia, amica di Flora, e Gillian, amante di Simon. Flora crede nel matrimonio, ha accettato i compromessi che ha ritenuto necessari per mantenere l'armonia familiare, rinunciando per Simon alla religione cattolica per seguire quella anglicana, preferita dal marito. Durante una vacanza in Francia con i tre figli, a cui il marito non ha potuto partecipare per impegni di lavoro, scopre il piacere di stare per tempi lunghi con loro. Simon, durante la lontananza della moglie, conosce Gillian, ne è attratto e inizia una relazione con lei che dovrebbe restare solo su un piano fisico. Gillian è una donna autonoma, che rivendica la propria capacità di controllare le emozioni per non legarsi troppo agli altri. Partner ideale dunque, se non che anche Gillian non è perfetta, e col tempo si lascia coinvolgere nella storia. La narratrice ci fa entrare nella quotidianità della vita matrimoniale di Flora e Simon, ricca di bugie e sotterfugi, in cui Flora si riavvicina al proprio credo cattolico e Simon, egocentrico ed egoista, si barcamena per mantenere quello che ha, non volendo rinunciare all'amante a cui è sempre più legato, né alla famiglia. Lydia, venuta a conoscenza casualmente della relazione, si pone il problema morale di rivelare o no la propria scoperta all'amica Flora. Vicende quotidiane, nulla di eccezionale, se non la capacità di raccontare con grazia e ironia le imperfezioni umane, creando personaggi autentici. 

Giudizio sintetico: Meritevole

venerdì 2 aprile 2021

A riveder le stelle

di Aldo Cazzullo, Mondadori


La Divina Commedia dal punto di vista del romanziere. I paralleli con la nostra età, a 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, sono il segno non soltanto della sua grandezza, ma anche della modernità della sua opera più importante. Guidandoci tra i personaggi più noti dell'Inferno, ma approfondendo anche fatti storici del tempo di Dante e della storia recente, Cazzullo compie un profondo atto d'amore nei confronti dell'opera fondante della nostra lingua, bilanciando commozione e senso morale e avvicinando all'opera poetica più importante di tutti i tempi anche il lettore meno avvezzo agli studi classici.

Il viaggio di Dante nell'Inferno viene ricostruito passo passo con lo stile del romanziere, con brevi richiami narrativi ai passi più conosciuti, ma anche con note biografiche interessanti relative a tutti i personaggi che il Poeta incontra nel suo viaggio verso il fondo dell'abiezione umana. Non solo un'analisi, dunque, né solo una narrazione parafrastica, ma un vero viaggio sulle orme di Dante e Virgilio, cercando di capire le emozioni e le paure che loro hanno provato percorrendo i vari gironi. Ecco allora che si incontreranno e si potranno apprezzare o biasimare i personaggi dei passi più noti: Paolo e Francesca, Ulisse, il conte Ugolino, Farinata degli Uberti ecc., ma anche quelli che normalmente riguardano solo studi più approfonditi, o le note geografiche sui luoghi che hanno caratterizzato l'esilio di Dante e che immancabilmente compaiono nella Commedia: da Scilla e Cariddi al lago di Garda, alla Dalmazia, all'Istria, e le città in cui il Poeta ha trovato riparo, come Venezia, Mantova, Ravenna. L'importanza di Dante per la costruzione dell'Italia non come "luogo geografico", ma come "nazione" è ormai riconosciuta, ma Cazzullo ne sottolinea con orgoglio l'importanza anche con richiami all'attualità, ponendo l'accento sulle caratteristiche di moralità, capacità, cultura che più di ogni guerra o rivoluzione hanno costituito l'origine della nostra identità nazionale e che ancora ci rendono così "Dantisticamente italiani".

Giudizio sintetico: Celebrativo

mercoledì 24 marzo 2021

È quello che ti meriti

di Barbara Frandino, Einaudi 


Una coppia, Claudia e Antonio. Ma il romanzo non è una storia d'amore perché l'amore per il quale si sono sposati, si è trasformato a poco poco in odio e insofferenza. Eppure i due stanno insieme, fermi nella loro infelicità, nel timore – mandando a monte il matrimonio – di rimanere soli e di perdere quell'identità acquisita legandosi in un quel vincolo. Un tormento che però si trascina nel tempo: "
Ma non ti viene mai voglia di mollarmi? In continuazione. E a te? In continuazione". 

Antonio è in alto su una scala appoggiata al tronco di un albero nel giardino di casa. All'improvviso perde l'equilibrio, cade. Infarto, dicono a Claudia i medici dell'ospedale. Dopo un periodo di ricovero dell'uomo, i due devono vivere  la convalescenza, insieme. E allora Claudia deve affrontare tutti i nodi di un rapporto logorato e in piena crisi. 
La voce narrante è quella di Claudia: attraverso i suoi occhi assistiamo alla presa di coscienza del fallimento del loro matrimonio, alla delusione successiva alla scoperta di avere accanto a sé una persona diversa da quella che ha sposato. Così è per lui. Allora erompe la rabbia, il desiderio di vendetta, di infliggere dolore all'altro, pari a quello che si avverte dentro di sé. Il tradimento che ognuno ha subìto non è tanto quello dei rapporti del partner con altre persone, quanto la consapevolezza di non essere più in grado di regalarsi reciprocamente il sogno di felicità. 
Un romanzo che affronta un tema non originale, alla base di vari libri, film e fiction. Merito di questo libro sono l'essenzialità e la rapidità della scrittura, le descrizioni brevi ma efficaci. Un libro leggibile, non un capolavoro, certo, ma un romanzo comunque dotato di una dignitosa medietà. 

Giudizio sintetico: Sogni infranti

giovedì 18 marzo 2021

Proprio come te

di Nick Hornby, Guanda


Dialoghi serrati e continui, confronto apparentemente impossibile tra due mondi che non si toccano, ma che grazie all'ironia trovano una piattaforma comune su cui coltivare qualcosa di importante. Nel titolo tutta l'ambivalenza di un rapporto tra un uomo e una donna con niente in comune e tutto da scoprire.

Londra, 2016. Sullo sfondo il confronto serrato tra i due schieramenti a favore o contro la Brexit, mappa eterogenea di una città sempre meno inglese e che sta perdendo le sue caratteristiche, riuscendo comunque ad assorbire l'immigrazione integrandola a fatica nel proprio tessuto sociale. Ne è un esempio Lucy, quarantenne insegnante progressista, colta e decisa, due figli in età scolare e un ex marito che tenta di neutralizzare la sua figura di ex alcolista cercando di farsi accettare dai figli, una donna che sente di avere poco in comune con le amiche frustrate che la immaginano vivere una vita da single tutta sesso e sregolatezza che lei riesce ad immaginare ancora meno di un nuovo rapporto con un marito adatto a lei: bianco, maturo e laureato. 
Per contro, ne è però un esempio anche Joseph, giovanissimo commesso di macelleria, nero, di famiglia religiosa, che per sbarcare il lunario fa anche l'allenatore di calcio e all'occasione il babysitter, ma il cui sogno nel cassetto è sfondare come deejay. E che sulla Brexit ha le idee confuse. 
Che cosa hanno in comune, questi due personaggi lo scopriranno insieme, protagonisti di una storia sbagliata in partenza, vissuta nel cuore di una City suddivisa in quartieri profondamente diversi ma all'interno dei quali la vita è quella di un paese, con i pettegolezzi, le botteghe, le vite di una microcomunità. Con la sua consueta ironia, in questo caso arricchita da dialoghi serrati che confrontano sentimenti e pensieri molto seri, ma che non sembrano mai approdare da nessuna parte, Hornby racconta il sogno dell'impossibile, ricordandoci che un sentimento, anche se non sopravvive, vale comunque la pena di essere vissuto, a dispetto delle differenze di età, politica, esperienza, ceto o colore della pelle.

Giudizio sintetico: Possibilista