venerdì 21 febbraio 2020

Tracce dal silenzio

di Lorenza Ghinelli, Marsilio

Thriller riminese in cui si mischiano gli ingredienti più tipici del genere: l'omicidio, una misteriosa vicina di casa, un parco buio e pericoloso, due fratelli trascinati loro malgrado nel mistero di un delitto avvenuto vicino alla nuova casa in cui sono andati ad abitare. Per chi non conosce questa autrice di noir, sicuramente un'occasione per scoprirne le caratteristiche.

Una ragazzina di dieci anni che è diventata sorda dopo un incidente inizia a sentire una misteriosa musica, proprio mentre nel parco vicino alla sua nuova casa un ragazzo, compagno di scuola del fratello maggiore, viene ucciso. Dopo poco tempo la famiglia di Nina riceve la visita di un'anziana vicina di casa, per la quale la bambina è il ricordo di un passato lontano, mentre il fratello, invaghitosi di una compagna di scuola che vive in una casa-famiglia, inizia un percorso di piccoli sotterfugi per avere l'occasione di incontrarla.
Anche se il finale iperbolico non riesce a stare al passo con la tensione creata dallo sviluppo del racconto, si tratta comunque di un noir piacevole e dalla lettura veloce, soprattutto grazie alla caratterizzazione della famiglia dei protagonisti, un mondo particolare i cui membri presentano vizi, pregi e difetti della gente comune, mantenendo comunque un sodalizio di fondo anche nei momenti più difficili.

Giudizio sintetico: Acustico


giovedì 20 febbraio 2020

L'invisibile

di Giovanni Floris, Rizzoli

Un romanzo sull'identità e sull'importanza della visibilità nel mondo dei media. La storia di due vite che più diverse non potrebbero essere e che si incrociano per caso: da un lato un uomo con il desiderio di emergere nel mondo digitale, dall'altro una persona nota che ha la necessità di mantenere un profilo basso per tutelare affari e reputazione.

Roma, oggi. Un giornalista e blogger free lance che si arrangia con piccoli lavoretti – Antonio – incontra per caso un noto imprenditore di successo – Fausto – nel negozio di un barbiere di periferia. L'imprenditore è un uomo schivo che sfugge la notorietà e, anche per questo, rappresenta un importante punto di riferimento per il "mondo che conta": si dice persino che potrebbe diventare il nuovo sindaco della Capitale. Sospettando che stia nascondendo qualcosa di losco, il giornalista fiuta lo scoop e si mette alle calcagna di Fausto per scoprire quali siano le manovre oscure che l'uomo ha in mente. Gli avvenimenti travolgeranno entrambi, portandoli in una spirale di sospetti e illazioni che la scomparsa del barbiere renderà ancora più misteriosi.
Romanzo a due voci nel quale si alternano i due diversi modi di vedere il mondo dei due personaggi principali, fino ad un epilogo non proprio all'altezza delle premesse. Interessante comunque soprattutto per il quadro sociale, spaccato di un mondo nel quale la vera natura delle persone tende troppo spesso a coincidere forzatamente con la loro immagine pubblica.

Giudizio sintetico: Who's who

martedì 18 febbraio 2020

Qualunque cosa accada

di Ciro Noja, Astoria

Un romanzo che inizia con un duplice omicidio. Non un thriller o un noir. Si tratta piuttosto di una storia che scava nella psiche della colpevole, Viola, una quindicenne milanese, e in quella di suo padre, Pietro, nei loro rapporti, prima e dopo un evento così tragico. Emergono rapporti familiari complessi, apparentemente normali, sentimenti contraddittori di odio e di amore. Soprattutto emerge la consapevolezza dolorosa del padre di non essere riuscito a conoscere la figlia, pur volendole bene.

Milano, 2015. È la città dell'Expo quella in cui vive una famiglia all'apparenza come tante, anche se si tratta di una famiglia "allargata": Pietro infatti ha perso la moglie Elena, stroncata dalla malattia quando la loro figlioletta Viola aveva solo 6 anni. Dopo i primi anni segnati dal lutto, in cui padre e figlia si sono fatti forza stringendosi l'uno all'altra, pian piano Pietro ha ritrovato fiducia nella vita e ha incontrato Chiara, con la quale ha creato un bel rapporto, che ha portato al matrimonio. Sono stati attenti entrambi a Viola, hanno cercato di coinvolgerla e di avere pazienza, pensando che quell'iniziale ostilità di fronte alla "intrusa" si sarebbe dissolta. Questione di tempo, così pensavano. Poi è nato il loro bambino, Andrea, che hanno messo in braccio a Viola per farglielo sentire come un fratello. La realtà era molto diversa ed è tragicamente emersa quando Viola ha ucciso la matrigna e il piccolo Andrea di 1 anno.
La narrazione è a due voci, quella di Pietro e quella di Viola. Attraverso le loro parole viviamo i fatti precedenti la strage e quelli successivi, i sentimenti dei personaggi, le fragilità talvolta gravissime degli adolescenti, che gli adulti talvolta non colgono e capiscono quando è troppo tardi.

Giudizio sintetico: Father & Daughter


martedì 4 febbraio 2020

Cleopatra va in prigione

di Claudia Durastanti, Minimum fax

Un romanzo breve, intenso. Protagonista una giovane, Caterina, che come Cleopatra e altre donne è divisa tra due uomini; Aurelio, il fidanzato di sempre, ora in prigione a Rebibbia per un giro di prostituzione e droga, e un poliziotto, con cui la ragazza ha un rapporto più passionale, impegnato proprio nell'indagine su Aurelio. Un romanzo malinconico, rassegnato e desolante in cui il destino pare immodificabile anche se, a tratti, rispunta una fragile e illogica speranza.

Periferia est di Roma. In un grande palazzo, costruito negli anni '70, vive Caterina con sua madre e una gatta grigia. Il padre si è trasferito altrove, dopo essere stato in carcere per adescamento di minorenni.
Ogni giovedì – dalle tre alle quattro – Caterina va a Rebibbia a trovare Aurelio. Il ragazzo è convinto di essere stato incastrato e coinvolto in presunte attività illecite che si sarebbero svolte nel night club che gestiva con il suo socio Mario. Chiuso il night, Mario scappato all'estero, Caterina lavora in uno squallido albergo in cui non va nessuno. Prima aveva lavorato anche lei nel night come spogliarellista e poi, dopo un infortunio all'anca causato da uno scatto di violenza di Aurelio, come truccatrice. Il sogno di bambina, quello di diventare una ballerina di danza classica, non le è rimasto se non forse in un particolare modo di incedere camminando.
Un romanzo curato, minimalista, privo dei consueti cliché descrittivi della periferia romana ma non per questo meno efficace. La storia, narrata a tratti in prima persona dalla protagonista, a tratti da un narratore esterno, colpisce il lettore per la desolazione delle esistenze dei personaggi ma non lo coinvolge emotivamente, rendendo la lettura, pur scorrevole e facile, non molto piacevole.

Giudizio sintetico: Carcerario

sabato 1 febbraio 2020

Lo stato dell'unione

di Nick Hornby, Guanda

Il sottotitolo, "Scene da un matrimonio" non potrebbe essere più esplicito, per questa ironica pièce teatrale fatta di dieci dialoghi tra un marito e una moglie in crisi, tutti ambientati nello stesso bar alla vigilia di dieci sedute di un ciclo di terapia di coppia. Con il caratteristico humour che lo contraddistingue, l'autore inglese di Un ragazzo e Come diventare buoni mette questa volta a nudo le ferite e i rimpianti di una coppia che tenta in ogni modo di superare le difficoltà della mezza età aggrappandosi ad un matrimonio che sembra fallire.

Louise e Tom: lei gerontologa, lui critico musicale al momento disoccupato. Hanno deciso di rivolgersi ad una terapeuta per superare la crisi che sta annullando il loro matrimonio, e il ciclo della terapia prevede dieci incontri, prima di ognuno dei quali si ritrovano in un pub per parlare, litigare, o comunque fare il punto della situazione. Nei loro battibecchi serrati – ironici e sarcastici – le recriminazioni e le passioni di molte coppie che spesso si aggrappano al vissuto con rabbia o nostalgia, chiedendosi cosa sia più importante per il loro legame, se la diversità o la somiglianza. Il tutto dipinto con un occhio alla Brexit e uno alla capacità di perdonare.
Libro breve, quasi una sceneggiatura, ma capace di coinvolgere i lettori per l'universalità del tema e per lo spirito dei due personaggi.

Giudizio sintetico: Dialogico

martedì 28 gennaio 2020

Nozze

di Maurizio De Giovanni, Einaudi

Nuovo episodio dei Bastardi di Pizzofalcone, i poliziotti allontanati per comportamenti poco ortodossi dai propri commissariati e collocati provvisoriamente nel commissariato di Pizzofalcone, da cui i precedenti poliziotti sono stati cacciati in seguito a uno scandalo per corruzione. L'abilità di questa squadra raccogliticcia ha fatto sì che la programmata chiusura del commissariato non ci si sia stata perché i Bastardi hanno dimostrato sul campo di valere. Questa volta è la componente femminile del gruppo a risolvere il caso dell'omicidio di una giovane, Francesca, uccisa con una sola  coltellata al cuore proprio alla vigilia delle sue nozze.

Napoli, un freddo febbraio. La giovane e bella Francesca, unica figlia di una ricca coppia, viene ritrovata cadavere, nuda, vicino ad una grotta su una spiaggetta luogo di incontro di molti innamorati. Vicino a lei l'abito da sposa che avrebbe dovuto indossare l'indomani, giorno del suo matrimonio. Dolore e incredulità tra parenti, amici, colleghi di lavoro: una ragazza solare, amata, chi avrebbe potuto desiderare la sua morte? Certo il fidanzato, Giovanni Sorbo, è figlio di un potente boss della malavita locale. Ma il giovane si era staccato dalla propria famiglia, vivendo a Milano e conducendo una vita senza ombre. Una vendetta trasversale?
La squadra si mette al lavoro e i tempi sono ristretti: devono giungere alla soluzione prima che l'inchiesta venga loro tolta. Ancora una volta, i Bastardi riescono a risolvere il caso grazie ad un lavoro di squadra che questa volta si avvale soprattutto dell'intuito e dello spirito di osservazione femminili.
Un romanzo che, come nei precedenti di questo autore, approfondisce le psicologie dei personaggi, le loro emozioni e le loro passioni e sviluppa in modo coerente le storie dei protagonisti, i Bastardi. Forse non uno dei migliori romanzi a causa della prevedibilità della soluzione; la fluidità della scrittura  rende comunque il libro meritevole di lettura.

Giudizio sintetico: Nuziale

giovedì 23 gennaio 2020

Armi, acciaio e malattie

di Jared Diamond, Einaudi

Il sottotitolo, Breve storia degli ultimi tredicimila anni, è di fatto l'estrema sintesi di quest'opera, vincitrice del Pulitzer per la Scienza e pubblicata per la prima volta nel 1997. Oggi riproposto in una nuova edizione, il saggio nasce  dalla necessità di dare una risposta sensata a una domanda posta all'autore da un aborigeno della Nuova Guinea, attraversando lo sviluppo della civiltà nei cinque continenti con una ricerca preistorica basata su logica, biologia e ritrovamenti archeologici.

Si tratta di un'opera destinata alla lettura corretta delle differenze dello sviluppo della civiltà nelle varie parti del mondo, interessante e di facile leggibilità anche se piuttosto corposa. Nel tentativo di spiegare con la logica la ragione della supremazia storica dei "bianchi" europei sulle altre popolazioni del mondo, l'autore analizza in termini biologici, geografici e sociali lo sviluppo di – quasi – tutte le popolazioni del mondo, con particolare riguardo agli avvenimenti che hanno favorito l'espansione delle civiltà occidentali così come le conosciamo oggi. Diamond, uno scienziato statunitense che ha operato nei cinque continenti, propone come ragione della primazia occidentale la differenza dei tempi di sviluppo dell'agricoltura e delle caratteristiche geografiche e biologiche dei vari continenti, condizioni che hanno determinato in modi diversi sia la diffusione delle conoscenze tecniche sia quella delle malattie, favorendo maggiormente Europa ed Asia nella costruzione di tecnologie civili e militari di maggiore efficacia, e nel maturare una migliore resistenza a quelle malattie che nei secoli hanno rappresentato la loro migliore arma di distruzione di massa.
Un saggio molto interessante e fondato su evidenze apparentemente incontrovertibili, sebbene frutto di semplici ipotesi, che delinea un'interpretazione bio-geografica di quelle differenze tra i popoli che spesso – oggi più che al tempo della sua prima pubblicazione – vengono giustificate con sbrigative motivazioni razziali ed etniche talvolta piuttosto opinabili.

Giudizio sintetico: Biogeografico

La palude dei fuochi erranti

di Eraldo Baldini, Rizzoli

Storia seicentesca, che ben si attaglia alla particolare lingua "gotica" ed evocativa caratteristica di Baldini. Con ambienti e personaggi che si altalenano tra il misticismo cupo delle abbazie e la più prosaica necessità di sopravvivenza della popolazione rurale della pianura romagnola nel XVII secolo, viene ricostruita la vicenda di un'indagine "dall'esterno" che risuona degli ambienti de "Il nome della rosa".

Romagna, 1630. Il paese di Lancimago si prepara all'epidemia di peste – di manzoniana memoria – che ha già colpito gran parte della pianura, e il cui soffio mortale sta per arrivare e mietere vittime. I frati di un'abbazia, nel preparare la fossa comune che temono si renderà necessaria, riesumano accidentalmente una serie di scheletri che evidenziano un eccidio antico e del quale non sanno capire l'origine. La scoperta dà origine a incomprensibili fuochi danzanti che sembrano la voce delle anime dell'inferno e alla comparsa di misteriosi personaggi, tra i quali l'inviato dell'arcivescovado, monsignor Diotallevi, un uomo duro e irreprensibile che deve approntare un cordone sanitario invalicabile per limitare – con provvedimenti anche drastici – la diffusione del morbo.
Romanzo dai toni cupi che richiamano ambienti tardo-medievali, tesse la trama di un giallo imperniato su un personaggio difficile, che alterna la propria naturale concretezza alla vocazione mistica propria del suo tempo.

Giudizio sintetico: Gotico

La macchina del vento

di Wu Ming 1, Einaudi

Una fantasia mitologica e romanzesca con ambientazione storica, ricostruita nei dettagli con la tradizionale precisione di Wu Ming. Tra epica, letteratura, politica e personaggi realmente esistiti viene inventata una vicenda – a tratti fantastica – che si svolge durante il periodo fascista nell'isola di Ventotene, di cui il regime fece il luogo di confino di vari intellettuali e politici dissidenti, tra i quali spicca l'ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini, ai tempi ai vertici del Partito Socialista.

1939. A Ventotene si possono incontrare molti tipi di confinati, ognuno dei quali appartenente ad un gruppo diverso, con una propria mensa, propri compagni, propri ideali. Di sicuro, ad accomunarli, l'avversione al regime, il sapere perché alcuni confinati sono detti "manciuriani" e la consapevolezza di appartenere ad una élite politica e culturale destinata a grandi cose, anche se al momento l'obiettivo primario rimane quello di riempire lo stomaco ed evitare, per quanto possibile, angherie della Milizia, disagi e malattie. Erminio, un giovane laureando antifascista che conosce bene i miti greci, fa parte del gruppo di un compagno carismatico più maturo, quel Sandro Pertini che riesce sempre a mantenere un comportamento integerrimo e decoroso anche in mezzo alle peggiori avversità. Ma un giorno sull'isola sbarca un fisico misterioso, depositario di vari segreti, che comincia a parlare di macchine del tempo e altre stranezze ed Erminio, che ne diventa l'unico amico, non può non notare che molti degli avvenimenti che accadono sull'isola sembrano appartenere ad una dimensione che intreccia scienza, mitologia e politica senza soggiacere ai consueti legami temporali.
Come spesso nei romanzi dei Wu Ming, l'intreccio di mondi, epoche e soggetti diversi – reali e immaginari – tesse una trama tanto fantastica e  inverosimile da risultare possibile, grazie soprattutto all'estremo dettaglio dei tratteggi di luoghi e personaggi storici. Ne è un esempio, in questo caso, il "suono" dei dialoghi con Pertini, del quale – durante la lettura – sembra di riuscire a sentire non soltanto le parole, ma persino l'accento e il tono.

Giudizio sintetico: Fantastorico


venerdì 17 gennaio 2020

La grande esposizione

di Marie Hermanson, Guanda Ed.

Un thriller leggero e scorrevole imperniato sulla grande esposizione che si tenne nel 1923 a Göteborg e durante la quale ad Albert Einstein fu "imposto" di tenere un discorso per poter riscuotere il denaro del premio Nobel che il grande fisico aveva già vinto due anni prima. Un racconto in cui fiction e Storia si intrecciano strettamente, con personaggi realmente esistiti proiettati in un'avventura (per quanto è dato sapere) mai accaduta.

Göteborg, 1923. Quattro i personaggi principali intorno a cui ruota la vicenda: un timido ragazzetto unico conduttore di un'asina dal carattere irascibile, una giovane giornalista alle prime armi ma molto caparbia, un investigatore cocciuto e il già celebre Albert Einstein, scienziato in grado di captare l'attenzione della folla e ideatore di una Teoria, quella della relatività, sulla quale il mondo accademico, al tempo dei fatti narrati, è ancora diviso tra una maggioranza di ammiratori e uno sparuto ma agguerritissimo gruppo di contrari, prevalentemente estremisti di destra spesso animati da ragioni antisemite.
Un racconto "facile" e gradevole, nel quale si alternano le vicende dei quattro protagonisti che, anche se si incontrano solo a tratti, riescono comunque a risultare determinanti gli uni per gli altri. Una nota dell'autrice chiarisce a fine libro quali avvenimenti siano realmente accaduti e come essi abbiano influenzato la fiction narrativa.

Giudizio sintetico: Einsteiniano

mercoledì 25 dicembre 2019

Istruzioni per diventare fascisti

di Michela Murgia, Einaudi

"Fascista è chi il fascista fa" evoca nel sottotitolo il Forrest Gump che campeggia sulla copertina di questo piccolo ma appassionato libro, ironica guida che spiega le caratteristiche del successo della nuova estrema destra dei giorni nostri.

Raccontato come un'ironica apologia del fascismo da un'autrice convintamente democratica, in realtà il libro è un vero e proprio saggio politico che pone interrogativi non banali sull'avanzata politica delle nuove destre, senza fare sconti né ai nuovi "fascisti", né agli intellettuali di sinistra che – almeno nelle intenzioni dichiarate – si propongono di rappresentarne l'alternativa.
Basta una rapida scorsa all'indice e a qualche pagina del testo per capire quanto l'analisi dei nuovi fascismi sia precisa e attuale, dipinta con uno stile propedeutico estremo che sottolinea come la vera ironia sia raccontare le opinioni dell'altro con la sua stessa lingua, facendo in modo che siano le sue stesse parole ad evidenziarne le contraddizioni. Tuttavia, un livello più profondo emerge da un esame più attento: a scavare nell'inconscio, forse tutti sono un po' fascisti, e la vera scaltrezza del nuovo corso della destra è proprio quella di riuscire a portare alla luce il "cuore nero" di ognuno, un'anima che a dispetto delle dichiarazioni più politically correct viene messa a nudo con fredda evidenza dal curioso "fascistometro" che chiude il libro e che lascia dubbioso e stupefatto anche il lettore di sinistra più sicuro delle proprie convinzioni politiche, tanto da spingere l'autrice a fornire un'interpretazione guidata dei risultati.

Giudizio sintetico: Antifascista... o no?

venerdì 20 dicembre 2019

Persone normali

di Sally Rooney, Einaudi

Protagonisti di questo romanzo due adolescenti come tanti, Marianne e Connell. Come altri adolescenti, avvertono la difficoltà di crescere trovando uno spazio, una dimensione che rispetti il proprio modo di essere in rapporto agli altri. E come tanti, sentono il bisogno di diventare "persone normali" attraverso l'accettazione di sé. A volte i ragazzi hanno la fortuna di vivere amicizie o amori che aiutano a far emergere il lato migliore del proprio io e acquisiscono un po' più di sicurezza che facilita il loro cammino di vita.

In un paese dell'Irlanda Marianne e Connell frequentano lo stesso liceo. Lei proviene da una famiglia benestante con rapporti affettivi conflittuali, lui è figlio di una ragazza-madre, domestica della madre di Marianne. Estrazione sociale diversa, caratteri diversi: lei sensibile, poco inserita tra i coetanei da cui è spesso evitata, lui bello, ammirato e stimato anche per le sue capacità calcistiche. Eppure tra i due nasce un'amicizia intensa, anche se inizialmente nascosta agli altri, che continua anche negli anni del college, a cui Connell è ammesso grazie ai suoi meriti scolastici.
Una storia normale quella dei due giovani, una storia di amicizia e amore fatta di passione, allontanamenti, tradimenti. riunificazioni. Un percorso complesso, legato alla difficoltà di riuscire a fidarsi dell'altro, cosa che presuppone l'aver acquisito stima e considerazione di sé.
Scritto in una prosa piana e facile, il romanzo – definito "caso editoriale dell'anno" – può essere una lettura interessante, anche se rimane poco comprensibile il grande successo ottenuto.

Giudizio sintetico: Gioventù


venerdì 13 dicembre 2019

Nelle mie vene

di Flavio Soriga, Bompiani

Un romanzo sul senso di appartenenza ai luoghi, tanto più difficile da trovare quanto più il protagonista si trova a doversi dividere tra la sua isola natale, la Sardegna, e le metropoli più grandi d'Italia. A sottolineare il suo essere sempre e comunque un sardo – anzi, un cagliaritano della provincia – una patologia prettamente mediterranea che lo accompagna per tutta la vita e che gli scorre nelle vene come una spada di Damocle, senza tuttavia impedirgli di vivere una vita interessante, grazie soprattutto ad una famiglia allargata dalle imprevedibili risorse.

Come il cugino, un simpatico istrione di pochi anni più grande, anche Aurelio Cossu è nato talassemico, in un paesino – Uta – di poche migliaia di abitanti a cavallo tra la città, Cagliari, e un Campidano piatto e lontano dal mare nel quale nei mesi invernali essere sardi non è facile. Aurelio altalena la voglia di fuggire alla nostalgia delle origini, dividendosi tra un lavoro come autore televisivo che lo costringe a passare periodi lunghi a Roma e Milano e dinamiche familiari che lo vedono figlio, padre, figlioccio, sempre con qualcosa di nuovo da osservare e da scoprire.
Con una lingua non facile, una cascata di parole nella quale spiccano inversioni tipiche di un registro regionale evidente e musicalmente connotato, Soriga ci porta in una Sardegna diversa sia dagli stereotipi sulla chiusura sociale dei paesi dell'interno che dalla banalità alla moda delle mete turistiche più note, tracciando un quadro estremamente realistico di una generazione allo stesso tempo insulare e cosmopolita che vuole trovare una propria strada, pur non sapendo ancora districarsi tra tradizione e modernità.

Giudizio sintetico: Blues cagliaritano


venerdì 6 dicembre 2019

Notte a Caracas

di Karina Sainz Borgo, Einaudi

Il tradimento di una rivoluzione latinoamericana che sfocia in una guerra civile, tragedia mai avvenuta in Venezuela nei termini raccontati nel libro, ma costruita con una verosimiglianza che la rende più vera del vero. Un romanzo che potrebbe essere la cronaca di uno dei ribaltamenti politici di una qualsiasi delle nazioni del continente sudamericano, e nel dramma di una donna che cerca di sopravvivere alla barbarie dilagante si possono ritrovare la paura e la disperazione di tutte le vittime di ogni guerra civile.

Adelaida è una donna appartenente a quella piccola borghesia che nel Venezuela della ripresa economica e del mercato libero si era costruita un piccolo mondo confortevole: qualche amicizia, un lavoro intellettuale, la compagnia domestica di una madre anziana in parte da accudire. Ma la crisi politica e finanziaria ha purtroppo precipitato il Paese nella corruzione e nella violenza, la madre si è ammalata gravemente, a stento si riescono ancora a trovare i generi di prima necessità e i medicinali necessari. Per sfuggire al dilagare dell'abbrutimento sociale e riuscire a sopravvivere, Adelaida dovrà abbandonare ogni legame, ogni ricordo, facendo appello agli unici valori che in un conflitto sociale riescono a garantire la sopravvivenza: assenza di scrupoli e freddezza.
Un romanzo scritto con forza, passione e con un impressionante realismo, che è anche un canto disperato per un paese travagliato che non riesce a trovare una propria stabilità e nel quale sembra che solo i soggetti peggiori riescano a prosperare.

Giudizio sintetico: Sopravvivenza

martedì 3 dicembre 2019

Qualcosa c'inventeremo

di Giorgio Scianna, Einaudi

Un romanzo sugli adolescenti e per adolescenti, una storia che ci riporta alla difficoltà di crescere e di accettare regole e divieti che a volte appaiono incomprensibili. Una storia che gli adulti potrebbero discutere con i ragazzi, magari a scuola, per confrontare i punti di vista e trovare insieme più valide modalità di comunicazione tra generazioni. Una prosa scorrevole e pulita rende la lettura facile e veloce.

Due fratelli – Mirko, diciassette anni, Tommaso, undici anni – vivono da soli. I genitori sono morti in un incidente e loro sono rimasti nella loro casa di Milano, aiutati e seguiti dallo zio Eugenio, che ne ha la tutela e amministra con attenzione i loro beni e tiene i rapporti con i docenti, assicurandosi che il profitto dei nipoti sia positivo. Lo zio abita a Pavia con la moglie, la zia Marghe, e progetta di far trasferire i ragazzi nella sua città in modo da poterli avere vicino.
Ma cosa pensano Mirko e Tommaso? Gli adulti, pur attenti alle loro esigenze materiali e pratiche, gravati dalla responsabilità della loro crescita, non riescono a mettersi in comunicazione con loro.
Così Mirko non riesce a convincere lo zio ad anticipargli i soldi destinati alle vacanze estive per assistere con i suoi amici alla finale di Champions League al Santiago Bernabeu di Madrid, dove si sfideranno Inter e Bayern Monaco; quella trasferta potrebbe anche essere l'occasione per trascorrere la notte con la bella fidanzatina Greta, che fa parte del gruppetto dei tifosi. Mirko vuole procurarsi in qualsiasi modo il denaro. Non riesce a comprendere le conseguenze che il contatto con certi tipi loschi, disposti a dargli la somma necessaria, potrà provocare. Il senso di onnipotenza tipico degli adolescenti gli fa pensare di poter facilmente risolvere le cose. Non sarà così.

Giudizio sintetico: Adolescenziale