domenica 14 gennaio 2018

Io ci sono

di Lucia Annibali con Giusi Fasano, Rizzoli

La storia di coraggio di Lucia Annibali, vittima di una violenza atroce, divenuta un esempio per tutte le donne che ogni giorno subiscono le conseguenze, a volte letali, del "non amore" maschile.

La sera del 16 aprile 2013 Lucia, avvocatessa trentacinquenne, rientra nel suo appartamento di Pesaro e trova un uomo incappucciato che le getta addosso dell'acido, sfigurandola e rischiando di renderla cieca per sempre.
Lucia non ha dubbi su chi sia il mandante di questo gesto mostruoso: sin da subito fa il nome di Luca Varani, l'uomo con il quale Lucia ha avuto una relazione fino a pochi mesi prima, che non si è mai arreso di fronte alla decisione della giovane donna di lasciarlo definitivamente.
Lucia, io narrante e protagonista di questa storia autobiografica, ripercorre, con stile giornalistico non privo di pathos, le tappe della relazione con l'uomo e il difficile periodo che ha fatto seguito all'agguato sino al processo, periodo nel quale ha affrontato numerose e dolorosissime operazioni e, con coraggio ed incredibile forza di volontà, è riuscita a dar vita ad una nuova Lucia.

Giudizio sintetico: Palingenetico

sabato 13 gennaio 2018

Memoria del vuoto

di Marcello Fois, Einaudi

Una miscela stilistica e linguistica davvero originale, per il racconto romanzato della vita e delle motivazioni che hanno portato un eroe della Prima Guerra Mondiale a diventare il più pericoloso e ricercato bandito sardo dell'Ogliastra.

Samuele Stocchino (Stochino, nella realtà) è stato definito la Tigre dell'Ogliastra per la ferocia e la capacità di far sparire le proprie tracce nei boschi ancora oggi intricati e inaccessibili che ammantano le montagne frastagliate alle spalle di Tortolì. Una terra dominio incontrastato e selvaggio di un popolo di pastori che all'inizio del secolo scorso viveva ancora di stenti e regole proprie in un angolo di Sardegna isolato e dimenticato dal resto del Paese. Il destino di Samuele sembra segnato dall'inizio, da pecore che precipitano dal cielo, da un cuore dalla forma sbagliata, dalla sua incapacità di morire "quasi che la Morte non lo voglia veramente e lo rimandi indietro", dalla facilità con cui impara a uccidere in due guerre diverse (quella di Libia e la Grande Guerra).
Con una lirica mistica e raffinata e inserti dialettali non sempre trasparenti ai non sardi, Fois rende romanzo la storia di un uomo che ha affrontato il mondo con una violenza senza rimpianti, allo stesso tempo amando in modo assoluto e vendicandosi delle prepotenze dei potenti con estrema ferocia (anche più di quella del personaggio storico, in realtà risultato estraneo al più efferato dei delitti che l'autore gli attribuisce). Il Duce stesso si troverà costretto, in un'Italietta che sembra non riuscire a far propria la sua isola più lontana, a cercare di porre un freno al banditismo mettendo sulla testa di Stocchino la taglia più alta mai prevista per un latitante.

Giudizio sintetico: Brigante

venerdì 12 gennaio 2018

Ogni spazio felice

di Alberto Schiavone, Guanda 

La storia di una coppia di ultrasessantenni nella Milano di oggi. Un romanzo delicato e malinconico sui distacchi, sulla solitudine perché "per sapere cos'è la solitudine, bisogna essere stati in due. Altrimenti, bisogna che qualcuno ti racconti che cos'è la solitudine" (P. Ciampi)

Ada e Amedeo, un'insegnante e un vigile ora in pensione, si sono sposati per amore da più di vent'anni. Hanno formato una famiglia che comprende anche due figli adottivi, Alex e Sonia, amatissimi. Una disgrazia, la perdita del figlio per uno scherzo stupido e banale, li allontana e i due si chiudono ciascuno nel proprio dolore, cercando un'evasione dalla insopportabile realtà: Amedeo proiettandosi in storie create dalla sua fantasia, Ada affogando nell'alcol. La dipendenza e il degrado della donna sono il nucleo sofferto del libro.
Il romanzo è diviso in 7 capitoli corrispondenti ai giorni di una settimana in cui la storia di Ada e Amedeo si dilata e si snoda con la notizia della gravidanza della figlia, abbandonata dal compagno, e l'aggravarsi delle condizioni di salute di Ada.
La storia, narrata in stile disadorno e semplice, guarda con comprensione e senza eccessive indulgenze la sofferenza umana e, in questo modo, coinvolge il lettore lasciandogli uno spiraglio di speranza in quanto "ogni spazio felice è figlio o discende da una separazione" (R. M. Rilke).

Giudizio sintetico : Alcolista

mercoledì 10 gennaio 2018

Città di polvere

di Romano De Marco, Feltrinelli

Secondo thriller della serie Nero a Milano, questo libro veloce e teso si caratterizza per un tono pulp che ricorda alcuni film anni '70, alternando una dinamica narrativa ricca di cambi di quadro a dialoghi e caratterizzazioni dei personaggi spesso eccessivi e non sempre convincenti.

Difficile dire chi sia il vero protagonista di questo poliziesco milanese ricco di personaggi spregiudicati e fortemente connotati: il poliziotto buono, troppo buono, tanto da non riuscire a staccarsi da una ex-moglie e da un migliore amico che lo meriterebbero? O il migliore amico, tenebroso perduto dal losco passato, che si candida per una missione illegale e pericolosa? E che dire delle donne: la giudice dura, la poliziotta eroica e senza compromessi, quella dal cuore d'oro che ai compromessi ha già ceduto... Se poi a questo si somma una varietà eterogenea di "cattivi" da antologia (il demone corrotto e raffinato, il killer militaresco, il mafioso, i nazifascisti) ce n'è davvero per tutte le possibili declinazioni di una sceneggiatura cinematografica da film poliziesco d'azione. Uno stile americano per una vicenda italiana, nel quale tutto è spiegato in modo troppo esplicito, non lasciando alle capacità inferenziali del lettore neanche un piccolo spiraglio di mistero. O quasi.

Giudizio sintetico: Caratterista

lunedì 8 gennaio 2018

Augustus

di John Williams, Fazi Editore

Epistolario a più voci che racconta la storia di Ottaviano, successore di Giulio Cesare, dalla conquista del potere fino alla sua morte. La splendida ricostruzione storica e la narrazione romanzata, coinvolgente anche nella strana forma della finzione epistolare, confermano ancora una volta la straordinaria vena narrativa dell'autore di Stoner.

Lettere, stralci di diari, ricostruzioni storiche dettagliate costituiscono la originale forma narrativa in cui ci viene raccontata la Roma imperiale successiva all'assassinio di Giulio Cesare. Lo stesso Williams, nella nota di prefazione, tiene a specificare che questa enorme mole documentaria è frutto della sua sola immaginazione, tuttavia è con estrema fedeltà storica che leggeremo delle gesta non solo di Cesare Ottaviano Augusto, ma anche di tutta la serie di personaggi che hanno caratterizzato l'età d'oro del periodo augusteo: Agrippa, Orazio, Mecenate, Bruto, Marco Antonio, persino l'enigmatica Cleopatra appaiono nel libro nella duplice veste di personaggi storici descritti dalle loro stesse gesta, e come protagonisti del romanzo del loro tempo, con passioni, dubbi e sentimenti che li proiettano nella fiction più coinvolgente. Anche la divisione del libro nelle tre parti della conquista del potere, della gestione politica e passionale, e della vecchiaia e della disillusione rappresentano un'ulteriore nota distintiva per un'opera che  ancora oggi, a distanza di quasi mezzo secolo dalla sua prima pubblicazione, può dirsi ancora fresca e davvero singolare nella forma espositiva.

Giudizio sintetico: Epistolario corale



sabato 6 gennaio 2018

Rondini d'inverno

di Maurizio De Giovanni, Einaudi

Un'altra indagine dell'affascinante commissario Ricciardi, affiancato dal fedele brigadiere Maione, nella Napoli del 1933 sempre più segnata dal clima politico violento e oppressivo del fascismo. Il caso, apparentemente di facile soluzione, si rivela complesso e Ricciardi, come sempre capace di andare al di là delle apparenze, ricostruisce con paziente intuito il mondo di  passioni all'origine dell'omicidio.

Nei giorni tra Natale e Capodanno del 1933 Napoli è scossa da un omicidio che fa notizia. Durante uno spettacolo di varietà, un noto attore, Michelangelo Gelmi, spara alla prima attrice, Fedora Marra, che nella vita è sua moglie, ma questa volta la pistola non è caricata a salve e il proiettile uccide la donna davanti ad un pubblico attonito. Il caso sembra non richiedere indagini, tutto si è svolto in modo evidente. Il commissario Ricciardi però crede nell'innocenza proclamata dal Gelmi e indaga risolvendo il caso. Ancora una volta il romanzo vive soprattutto del fascino del suo protagonista, uomo malinconico, condannato a vedere i fantasmi dei morti ammazzati passando per i luoghi in cui sono avvenuti gli omicidi. La sua vita è talmente condizionata dalla morte da impedirgli di condurre un'esistenza "normale" per non coinvolgere altri nella sua condanna. Ma l'amore silenzioso che lo lega alla donna che vive nella casa di fronte alla sua, Enrica, vissuto finora in modo clandestino, questa volta sembra destinato a rivelarsi al mondo. Non uno del thriller migliori della serie, ma comunque imperdibile per gli appassionati del personaggio. 

Giudizio sintetico : Ricciardesco

martedì 2 gennaio 2018

Bacio feroce

di Roberto Saviano, Feltrinelli

Prosegue la saga della Paranza dei Bambini, questa volta ormai cresciuti a sufficienza per impensierire seriamente le più agguerrite bande camorristiche tradizionali. Resta sempre sorprendente la capacità di Saviano di trasferire in romanzo gli avvenimenti più singolari della cronaca malavitosa partenopea, anche se in questo caso l'aspetto romanzesco prevale nettamente sul contesto sociale, con esiti narrativi non sempre all'altezza degli standard cui l'autore ci ha abituati in passato.

Nicolas 'o Marajà è cresciuto, e la sua Paranza dei Bambini si è ormai impadronita completamente del rione di Forcella, controllandone lo spaccio e la riscossione del pizzo. Ma per rimanere al comando ci si deve guardare sia dai nemici che, soprattutto, dagli amici: finisce così che i sodali di un tempo diventino da un momento all'altro pericolosi avversari e viceversa, o che si debbano prendere decisioni spaventose solo per salvaguardare le proprie rendite di posizione. In un contesto da telenovela crudele, si snodano gli intrighi e le strategie violente di un gruppo di post-adolescenti che si trovano a fare i conti con la crudeltà di un mondo criminale refrattario ad accettare la loro brutale esuberanza giovanile. Inquadrato il contesto nel libro precedente – La paranza dei Bambini –, questo Bacio feroce diventa un secondo volume di una saga per appassionati, la cui originalità rimane soprattutto quella di essere ispirato da avvenimenti di cronaca.

Giudizio sintetico: Sequel 

lunedì 1 gennaio 2018

La ragazza sbagliata

di Giampaolo Simi, Sellerio

Un noir versiliano nel classico stile italiano, con una galleria di personaggi alla ricerca di un senso della vita che sembra smarrirsi continuamente. Al centro della vicenda, la ricostruzione di un delitto tanto lontano nel tempo da far sì che la colpevole sia stata scarcerata per aver già scontato la pena. Un giornalista disperato dovrà riprendere il filo di questo mistero mettendo in crisi le proprie poche certezze.

Dario Corbo è il maggiore conoscitore della vicenda dell'omicidio di una diciottenne, Irene Calamai, da parte di Nora Beckford, la figlia scapestrata di un artista internazionale trapiantato in Versilia. Ai tempi del delitto, infatti, aveva seguito la vicenda con tanta costanza da diventarne il maggiore esperto nell'ambito dei media. Da lì, da quei suoi primi articoli che lo hanno catapultato nel mondo della carta stampata della capitale, sono ormai passati molti anni e i primi successi hanno lasciato il campo a una serie di delusioni personali e professionali che hanno lasciato il protagonista sull'orlo dell'abbrutimento. Ma ora Nora Beckford è uscita dal carcere e sta allestendo una mostra sulle opere del padre, proprio nel piccolo comune teatro del delitto. Dario Corbo viene quindi spinto, con l'obiettivo di scrivere un libro sulla vicenda, a ricostruire con l'aiuto di una giovane magistrato le zone oscure della vicenda, nella quale il coinvolgimento delle varie parti si sviluppa con un intreccio dagli esiti imprevisti che mette forse un po' troppa carne al fuoco. Lo stile di Simi resta comunque un motivo sufficiente a giustificarne la lettura.

Giudizio sintetico: L'apparenza inganna

venerdì 29 dicembre 2017

Una vita come tante

di Hanya Yanagihara, Sellerio 

Un romanzo di più di mille pagine per raccontare un'esistenza, una vita che, a differenza dell'enunciato del titolo, non è come le altre, segnata com'è da esperienze di violenza e dolore straordinari. Un romanzo che si insinua pian piano nella coscienza del lettore suscitando commozione, rabbia, rifiuto, sentimenti che inducono a continuare una lettura comunque "scomoda".


New York, giorni nostri. Protagonisti, all'inizio del romanzo, quattro amici che hanno frequentato lo stesso college, Malcom, JB, Willem e Jude. Poi il solo vero protagonista diventa Jude, un uomo dal fisico e dall'animo segnati da cicatrici profonde e indelebili, destinate a non guarire mai, lasciandogli un perenne desiderio di autodistruzione. Tra passato e presente si scopre, pagina dopo pagina, che Jude è stato vittima da bambino della violenza e della crudeltà di uomini senza scrupoli e pervertiti, che l'hanno condannato  a non avere più fiducia negli esseri umani e nella propria capacità di meritare amore. Eppure Jude affascina comunque le persone "normali", che colgono e apprezzano le sue doti di intelligenza, sensibilità e capacità di ascolto. Così Jude vive l'esperienza della vera Amicizia, fatta di accettazione dell'altro e di generosità, di solidarietà e di rispetto.
Un romanzo tutto al maschile (mancano personaggi femminili di rilievo) che, pur con qualche eccesso descrittivo, non pesa nonostante la mole della lettura e costituisce una rappresentazione (quasi un affresco si sarebbe detto per un romanzo ottocentesco di dimensione simile) della società americana dei nostri tempi.


Giudizio sintetico: Inno all'amicizia


mercoledì 20 dicembre 2017

Corruzione

di Don Winslow, Einaudi

Noir di qualità, questa discesa all'inferno del poliziotto più temuto di Manhattan, un nuovo anti-eroe che non ci fa certo rimpiangere i terrificanti narcos messicani de Il potere del cane e de Il cartello, ma che incarna ancora una volta la capacità di Winslow di ritrarre con precisione estrema le falle e le assurdità di un'America controversa, in questo caso descritta attraverso le scorribande di un detective "maledetto" che gestisce da padrone una squadra priva di regole (The Force, il titolo originale) in una New York alla Scorsese.

Danny Malone è finito in carcere, accusato di corruzione e di un'altra serie di reati che per il più autorevole e temuto poliziotto dell'unità di élite della NYPD significano non soltanto la prigione, ma molto peggio. Ripercorreremo la carriera poliziesca (e no) di un leader indiscusso che naviga in un mondo criminale che disprezza, ma dal quale trae la forza che gli permette di essere punto di equilibrio e di incontro tra le varie anime della città (razziale, politica, giudiziaria, criminale), governandone i destini e soffrendone gli squilibri, allo stesso tempo odiato e necessario. L'anima thriller di Winslow anche in questo caso lascia ampio spazio alla critica sociale, sottolineando come anche la Grande Mela possa essere molto pericolosa, soprattutto se hai un distintivo sul petto e vari pesi sulla coscienza.

Giudizio sintetico: Corrotto

mercoledì 13 dicembre 2017

La città interiore

di Mauro Covacich, La nave di Teseo

Libro interamente dedicato a Trieste e alla difficile - quasi impossibile si direbbe - convivenza tra le varie anime della città giuliana e delle zone dell'ex Jugoslavia che ne rappresentano il nucleo fondante. Con un viaggio culturale e semi-autobiografico, Covacich attinge da una costellazione di ricordi di famiglia, episodi storici e confronti letterari per rendere conto della difficoltà di coesistere di anime tanto diverse da essere destinate a finire per scontrarsi sempre, nonostante le intenzioni.

Trieste città delle mille anime, dove lo stesso io narrante di Covacich si interroga sull'assenza di un'appartenenza chiara e univoca sia del proprio ambiente che di sé stesso (lo scrittore dal nome slavo che però ha come lingua madre solo la lingua italiana). Cercando tra le anime letterarie della città, prime tra tutte quelle di Svevo, Saba e Tomizza, ma anche di anime culturali "altre", come Morris e Bibalo, Covacich sembra girovagare tra i mille rivoli etnici, storici, culturali, familiari che costituiscono la struttura narrativa di questo libro, interrogandosi continuamente sul senso di questo melting pot involontario che le vicende storiche hanno imposto ad una città e a una regione europea che, in assenza di una radice propria storicamente consolidata, ne ha assorbite troppe altrui, finendo poi per non riconoscersi davvero in nessuna. E di questa mancanza di un punto di riferimento risente purtroppo anche il libro, che rende conto di mille fatti con una lingua eccellente, ma senza dare al lettore un messaggio che lo appassioni davvero, viaggiando continuamente su un livello di astrazione tanto elevato da risultare poco coinvolgente.

Giudizio sintetico: Triestino

Hot kid

di Elmore Leonard, Einaudi

Un romanzo americano di bulli e pupe, in un Sud degli USA proibizionista degli anni '30 in cui si muovono come macchiette dei poliziotti che hanno da poco dismesso cavallo e stella da sceriffo, e dei criminali che interpretano la delinquenza come una american way of life alternativa ma praticabile. Anche i dialoghi, solitamente caratteristica esemplare dello stile di Leonard, in questo caso risultano artificiali e sottotono.

Carlos Webster e Jack Belmont sono due ragazzi ricchi dell'Oklahoma che in barba alla vita agiata cui sarebbero destinati imboccano senza conoscersi due strade opposte – rispettivamente U.S. marshal e rapinatore di banche –, seguendo un istinto che li porterà in breve tempo a cercare la gloria uno nell'eliminazione dei criminali incalliti, l'altro nella scalata alla graduatoria dei nemici pubblici. A cavallo tra un Far West non ancora completamente declinato e uno sviluppo economico e industriale di là da venire, i due si incontreranno e lotteranno tra loro in un racconto poco coinvolgente, simile ad un fumetto di Dick Tracy, con donne facili e fatali, e sparatorie alla "OK Corral" più adatte ad una sceneggiatura cinematografica pulp che non ad un romanzo.

Giudizio sintetico: Gangster story

mercoledì 6 dicembre 2017

La sottile linea scura

di Joe R. Lansdale, Einaudi

Una rivisitazione "alla Lansdale" del Tom Sawyer di Mark Twain, ma ambientato nel 1958 – manco a dirlo – nel Texas orientale. Gli ingredienti tradizionali del romanzo di formazione americano si fondono in questo racconto con i dialoghi caratteristici dell'autore texano e con la sua personale forma di stigmatizzazione del razzismo USA. Un mix divertente, senza troppe pretese, destinato soprattutto agli estimatori di questo autore, che vi troveranno molti dei temi ricorrenti nella sua scrittura, persino un drive in.

Stanley Mitchell vive in una famiglia tradizionale, ma non troppo, degli anni '50, proprietaria di un piccolo drive in. Nella piccola cittadina in cui vive, si ritrovano tutti i cliché della narrativa adolescenziale americana e dei temi della perdita dell'innocenza: amici che passano il tempo andando a zonzo, adulti bacchettoni e violenti, una divisione feroce tra bianchi e neri, una casa misteriosa, degli omicidi insoluti, e tutta una serie di personaggi che si muovono in un mondo povero e sporco ma rispettoso della struttura sociale e capace di grandi generosità. In poco, pochissimo tempo, Stanley passa dallo scoprire con stupore fanciullesco come nascono i bambini, a dover affrontare un mistero pericoloso e cupo che arriva dal passato, affrontando coraggiosamente le difficoltà e le discriminazioni sociali e razziali caratteristiche del periodo storico in cui si muove.

Giudizio sintetico: Sawyerista



martedì 5 dicembre 2017

Effetti collaterali dei sogni

di Guglielmo Brayda, Voland ed.



L'amore, i sogni e le neuroscienze, lati di un ipotetico triangolo all'interno del quale vive e si sviluppa la trama di questo romanzo. Un triangolo dalla forma irregolare, tutto inclinato com'è sul lato dell'amore, il vero centro narrativo della storia. L'amore in primo piano, le neuroscienze sul lato corto del triangolo, relegate al ruolo di comparse e il mondo onirico a combattere per rubare spazio agli eventi dell'amore. Tre mondi coesistenti nella mente del protagonista, che a turno strizzano l'occhio al lettore.

Raccontata in prima persona dal protagonista, un neurologo a cui non interessa la pratica clinica ma la ricerca sul cervello, la storia di questo romanzo si sviluppa su piani diversi. Mentre insegue storie d'amore spesso dal risvolto drammatico e nel contempo molto appaganti, incontra un universo fatto di sogni di vita e di morte tanto forti da apparire più veri della realtà stessa. "Il mondo dei sogni mi stanca e mi spaventa" dice il protagonista che non ne può più di subire sensazioni che non provengono dal mondo reale, per le quali non sa darsi spiegazioni e che non può in nessun modo evitare. Il romanzo a tratti ci parla anche di fisiologia del cervello e di ricerca scientifica, velocemente, deludendo la curiosità del lettore. Forse, infatti, più interessanti delle storie d'amore con Sara, Nina o Anouche sono le indagini che il protagonista compie per individuare le aree del cervello che si attivano negli scrittori durante il processo creativo.
Nel complesso un romanzo che si fa leggere, anche grazie ad una scrittura semplice, diretta, senza appesantimenti retorici o lessicali.

Giudizio sintetico: Neurologico


sabato 2 dicembre 2017

Parigi è un desiderio

di Andrea Inglese, Ponte alle grazie

È una marea montante di parole, questo atto d'amore per la capitale francese e per le sue abitanti, dalla chiarissima impronta autobiografica, anche se non apertamente dichiarata. Già la Jean Seberg maliziosamente occhieggiante dalla copertina lascia intendere quale sarà il tema dominante: la scoperta della città francese attraverso l'esperienza del fascino delle donne e la perdita delle "abitudini", ingombrante zavorra che lo scrittore di origine milanese si lascia alle spalle.

Una scrittura difficile e ipotattica, che scava a fondo nell'anima dell'io narrante, ma che non manca di lasciarsi andare a divagazioni oniriche come a riflessioni profonde sull'esistenza in generale. Motivo trainante, il trasferimento prima temporaneo, poi definitivo, del giovane Andrea, in fuga dalla "abitudinarietà" di Milano. Nella capitale francese il giovane italiano assaporerà la leggerezza della "pariginità", maturando svagato tra amori complessi o stravaganti, calato in un mondo che fa della propria originale interpretazione della città il manifesto della sua stessa esistenza. Riflettendo continuamente sulla ricerca del proprio posto nel mondo e sulla vita in generale, Andrea Inglese mette in scena sé stesso con una prosa martellante e a tratti ironica, comunque mai banale, tra episodi goliardici e crisi esistenziali e affettive, talvolta eccessivamente autoriflessive o particolarmente agganciate all'esperienza personale.

Giudizio sintetico: Parisienne