mercoledì 3 giugno 2020

Milano di carta. Guida letteraria della città

di Michele Turazzi, il Palindromo

Guida letteraria. Scorci di una Milano dall'inizio del '900 alla seconda metà del secolo, attraverso gli autori che hanno vissuto e scritto di Milano e, soprattutto, attraverso alcuni personaggi delle loro opere. Per chi è di Milano – o ci vive come se le appartenesse –, un libro coinvolgente che aggiunge fascino alla propria città. Per il turista, utili indicazioni di percorsi tra i quartieri e le vie milanesi, resi ancora più chiari e ripetibili dalla Mappa letteraria posta in quarta di copertina.

L'autore di questa guida non è nato a Milano. Vi si è trasferito e, un po' alla volta, ha iniziato a conoscerla. Ci sono voluti anni per apprezzarla e cogliere "la sua bellezza pudica che si nasconde dietro i portoni massicci e che richiede tempo per essere scovata, decodificata e, infine, ammirata."
Ognuno dei 10 capitoli della guida è dedicato ad altrettanti autori: Ernest Hemingway, Luciano Bianciardi, Dino Buzzati, Giorgio Scerbanenco, Lalla Romano, Elio Vittorini, Giovanni Testori, Carlo Emilio Gadda, Alda Merini, Emilio Tadini. Si passa così dalle vie e dai caffè di piazza del Duomo di Hemingway alla Brera di Bianciardi, dal Naviglio della Merini alla via Paolo Sarpi della Romano. Itinerari e autori scelti dell'autore che, grazie a una ricerca documentata, offre notizie e aneddoti sconosciuti anche a noi milanesi.
Una città che ha vissuto molti cambiamenti anche negli ultimi anni, in occasione dell'Expo: apprezzabili i collegamenti  tra la Milano di ieri e quella di oggi, con un rispetto e un'assenza di critiche nei confronti della città che l'autore pare sentire sua.

Giudizio Sintetico: El nos Milan

Tutto questo ti darò

di Dolores Redondo, DeA Planeta

Thriller anomalo, tra romanzo di costume, noir e psicologia. Protagonista uno scrittore gay rimasto vedovo che si trova proiettato in un mondo con il quale non vuole avere niente a che fare, una famiglia nobile della Galizia chiusa e classista che nasconde più di un segreto. E che mette in crisi il ricordo del suo rapporto con il marito.

Manuel è uno scrittore di successo, sposato con un pubblicitario, Àlvaro, con il quale condivide un rapporto solido e stabile. Quando una squadra di poliziotti lo avvisa che Àlvaro è morto in un incidente stradale su una strada della Galizia, Manuel rimane alquanto perplesso, perché per quanto ne sapeva lui, il marito avrebbe dovuto essere a Barcellona. Il riconoscimento lo costringe a spostarsi nella regione atlantica, dove in pochi giorni Manuel dovrà affrontare individui strani e misteriosi, la famiglia del marito – che sembra uscita da un giallo di Agata Christie –, il pregiudizio dilagante per la sua omosessualità e diverse sorprese alle quali cercherà di sfuggire ma che sembrano tutte trattenerlo nella zona nonostante faccia di tutto per andarsene.
Libro tranquillo, nel quale il mistero viene declinato senza colpi di scena, ma con una crescita progressiva interessante che alterna la crisi emozionale del protagonista alle rivelazioni sulla vita segreta della vittima. Pur mantenendosi nei binari del giallo tradizionale, in questo caso l'ambientazione e la singolarità del rapporto tra il protagonista e i suoi "aiuti" proiettano il racconto in una dimensione singolare, probabilmente la chiave che ha permesso all'opera di vincere il Premio Bancarella nel 2018.

Giudizio sintetico: Cluedico

giovedì 21 maggio 2020

L'isola dei fucili

di Amitav Gosh, Neri Pozza

Un racconto che tocca tanti temi e si sviluppa tra tre continenti, imperniato sulla natura degli uomini e del loro rapporto con il mito, sempre lo stesso a dispetto del passare dei secoli.
Con la precisione che lo contraddistingue, anche in questo caso l'autore bengalese non perde l'occasione per tenere una precisa lezione di storia in forma di romanzo, toccando questa volta non solo le Sundarban, già teatro di altre sue opere, ma arrivando anche a Venezia e affrontando temi di attualità come l'ambiente e l'immigrazione clandestina.

Calcutta (o Kolkata), giorni nostri. Deen è un attempato libraio-antiquario di buona cultura, che divide la sua vita tra Brooklin, dove abita, e la sua terra di origine, la zona bengalese dell'India dove spesso si reca per ragioni familiari e di lavoro. In una di queste occasioni, viene a sapere per caso di un tempio sepolto nella giungla e dedicato a una Dea dei Serpenti, protagonista di una leggenda popolare, che per vendicarsi di un mercante che rifiutava di esserle devoto lo ha perseguitato in tutti i modi, fino a che il poveretto non si è arreso e le ha costruito proprio quel tempio. Spinto dalla curiosità, Deen decide di visitare il tempio, senza sapere che questo lo porterà ad iniziare un viaggio nel mito bengalese e nella storia del XVII secolo, storia che lo costringerà – attraverso i ricordi della sua vita e di quelli di una studiosa veneziana illustre e sfortunata – a rivedere tutte le sue convinzioni sul rapporto tra mito e realtà.
Ambientato tra le Sundarban, Los Angeles e – soprattutto – Venezia, il racconto si sviluppa con la gentilezza di una lingua morbida che avviluppa il lettore con mille rivoli storici, mistici, naturalistici e di attualità, riuscendo a mettere insieme aspetti a prima vista lontanissimi tra loro.

Giudizio sintetico: Olistico

giovedì 14 maggio 2020

In movimento

di Oliver Sacks, Adelphi

L'autobiografia, scritta poco prima della morte, di un medico – neurologo – che pone la sua professione al centro della propria vita, con uno studio appassionato delle patologie soprattutto mentali, svolto in buona parte a contatto con i pazienti, con l'osservazione costante e attenta della condizione umana e soprattutto della malattia. Curiosità, entusiasmo, coraggio rendono Oliver Sacks protagonista di esperienze fuori dalla norma, proprie di chi cerca di spingersi sempre avanti e di vivere "in movimento".

Nato a Londra negli anni '30 da una famiglia di medici, Oliver è sempre stato appassionato di moto. Sulla copertina dell'autobiografia appare a 18 anni su una BMW R60, la prima moto non usata che avesse acquistato. Una passione, quella della moto, ereditata dal padre, un medico morto più che novantenne abituato fino alla fine a visitare i pazienti a domicilio perché, per capire la malattia, è utile vedere il contesto in cui il paziente vive. Omosessuale in un'epoca in cui in Inghilterra il comportamento omosessuale era considerato perverso, è accusato dalla madre di essere "abominevole". La donna arriva a dirgli che preferirebbe non fosse mai nato.
La sua esperienza di medico si arricchisce attraverso spostamenti da uno Stato ad un altro, e in diverse città. Gli Stati Uniti diventano la sua terra, quella in cui si spegne a New York.
Il libro percorre la vita personale, narrata in modo lucido e oggettivo, e quella professionale attraverso diversi esempi di casi clinici. È lui ad esempio il medico di Risvegli, esperienza che Sacks ha trattato nel libro omonimo, da cui è stato tratto un noto film. Negli anni '20 una pandemia di encefalite letargica aveva causato milioni di morti e i malati erano in condizione di "coscienza sospesa". La somministrazione di L-dopa (precursore della dopamina) utilizzata per i malati di Parkinson, aveva portato a "risvegli" dei pazienti.
Un'opera molto ampia, a volte di lettura non semplice per chi poco sa di neurologia, che tuttavia si legge con interesse soprattutto grazie alla figura del protagonista, intensa e vitale.

Giudizio sintetico: On the road

martedì 12 maggio 2020

Indagine non autorizzata

di Carlo Lucarelli, Mondadori

La libertà e l'indipendenza di un Viceinvestigatore della Polizia nella fase di maggiore pressione del periodo fascista. In questo, più che in altri libri dello stesso autore ambientati nel Ventennio, appare evidente la difficoltà di coniugare desiderio di verità e rispetto degli stringenti vincoli imposti dal regime, con un protagonista timido e impacciato ma sorprendentemente cocciuto, tanto da scontrarsi con poteri forti contro i quali non ha nessuna speranza di successo.

Rimini, 1936. Marino è un vicecommissario emotivamente instabile, che non ha fatto carriera perché cerca sempre di trovare la verità anche dove le ragioni pratiche gli suggerirebbero di lasciar stare le cose come stanno. Appena lasciato dalla moglie, stufa di condividere la propria esistenza con un uomo dedito al lavoro ma economicamente fermo al punto di partenza, viene chiamato a svolgere un'indagine su un cadavere ritrovato sulla spiaggia, quello di una prostituta nota per accompagnarsi ad un balordo, un piccolo delinquente che viene immediatamente indicato come l'autore del delitto. Un colpevole da arrestare subito, anche se la vicenda presenta molti punti oscuri, perché nelle immediate vicinanze del luogo del delitto sta trascorrendo le vacanze "Lui", il Duce, il cui riposo non può assolutamente essere turbato. Solo che Marino non è convinto, e inizia una personale indagine, non autorizzata – come recita il titolo – e che lo condurrà a scontrarsi con una strana famiglia di nobili e con diverse figure legate al regime: faccendieri, delinquenti, politici, pretoriani... Un romanzo imperniato sul condizionamento della dittatura sull'indagine poliziesca, con un protagonista che se non fosse per la timidezza e i condizionamenti politici potrebbe tranquillamente rappresentare l'alter-ego nazionale dei detective americani nati dalle penne di Hammett e Chandler, emblema della cocciutaggine dell'uomo che non riesce ad accettare le imposizioni ingiuste. 

Giudizio sintetico: Cocciuto

lunedì 11 maggio 2020

Non ti faccio niente

di Paola Barbato, Piemme


Quanto deve essere preoccupato un genitore, quanto controllo va esercitato sui figli per far sì che riescano ad emanciparsi pur rimanendo al sicuro? Su questo dilemma è costruita tutta la trama di questo strano noir, nel quale i moltissimi personaggi danno una serie di differenti interpretazioni della capacità di essere genitori responsabili. Un thriller teso che paga tuttavia il prezzo di voler declinare la vicenda in troppe derivazioni, costringendo spesso a ritornare sulle pagine già lette per non perdere il filo.

Anni '80. Un misterioso rapitore riesce ad eludere la sorveglianza di genitori distratti per rapire bambini di entrambi i sessi, attirandoli nella sua auto. Si direbbe un orco, se non fosse che quei bambini ricompaiono dopo alcuni giorni pieni di felicità, raccontando di attenzioni e cure che nulla hanno a che fare con la pedofilia, ma che anzi costringono i loro genitori a ripensare il proprio atteggiamento precedente. Una serie di rapimenti che si direbbe "a fin di bene", se non fosse che trent'anni dopo i rapimenti iniziano a ripetersi, proprio a danno dei figli di quei bambini, ormai diventati genitori a loro volta. Ma in questi nuovi episodi, i bambini non tornano felici e sorridenti, ma muoiono.
Un romanzo thriller corale, nel quale i numerosi protagonisti declinano in modo vario e articolato le caratteristiche contrapposte delle varie tipologie caratteriali umane.
La trama singolare e articolata si ferma tuttavia davanti all'eccessivo sviluppo delle varie facce dell'intreccio, facendo spesso perdere – almeno nella prima parte – il filo del racconto, anche se il libro rimane comunque interessante per l'argomento trattato e per i vari punti di vista che ne scaturiscono.

Giudizio sintetico: Cubista

mercoledì 6 maggio 2020

Tehran girl

di Mahsa Mohebali, Bompiani

In un Iran islamizzato, ma non troppo, una donna indipendente con una domanda in testa che la ossessiona (ma non troppo), si muove in un mondo maschile – ma non troppo – dribblando problemi, aspiranti mariti, parenti importuni e parenti persi, in una girandola di tempi, luoghi e rapporti sociali che lasciano il lettore spaesato e perplesso. Ma non troppo.

Elham è la segretaria di un potente uomo d'affari della Repubblica Islamica, un uomo che approfitta della disinvoltura e della bellezza della ragazza per affidarle molti incarichi, dal disbrigo delle pratiche all'attenzione per la sua vita privata. La giornata di Elham quindi si dipana tra mille rivoli di traffico, uffici, visite di lavoro, gestione della casa, una girandola in cui deve anche confrontarsi con un fratello eterno studente, una madre oppiomane, vicini di casa litigiosi e una strana serie di ex fidanzati che non vogliono andarsene da casa sua. In testa, una sola domanda: quando era bambina, nel periodo rivoluzionario, alcune foto cadute dal suo diario avevano scatenato una caccia all'uomo che aveva portato alla rovina della sua famiglia allargata, un nucleo comunista del quale oggi rimangono solo alcuni ruderi viventi. Chi aveva messo quelle foto nel diario di Elham? e perché? Una rivelazione del suo capo e un rapido viaggio in Svezia confondono ancora di più il mondo già sconclusionato di Elham, che deve riuscire a barcamenarsi tra le mille facce di una società iraniana che sembra ancor più caotica delle sue strade.
Moltissimi personaggi, salti diacronici al limite dell'incomprensibilità, un intreccio familiare complesso e una lingua dura e sintetica rendono il romanzo di non facile lettura, anche se alcuni dialoghi, la ricorrente cosmesi femminile e le singolari abitudini di guida potrebbero stuzzicare
la curiosità del lettore – almeno di quello occidentale – per una società a cavallo tra tradizione e modernità, in un contrasto di vincoli sociali obsoleti e desiderio di emancipazione del quale la protagonista è l'archetipo perfetto.

Giudizio sintetico: Confuso

sabato 2 maggio 2020

Follia maggiore

di Alessandro Robecchi, Sellerio

Romanzo malinconico e piacevole come il suo protagonista, quel Carlo Monterossi che Robecchi ha già fatto apprezzare nei suoi romanzi precedenti, con il contorno di personaggi e quartieri che dipingono senza sconti la Milano da bere del nuovo millennio. Questa volta ridotto soprattutto ad autista e factotum di un anziano contabile ricco e potente, Monterossi non perde comunque occasione per sottolineare in modo smaliziato la sua distanza – morale e intellettuale – da quel mondo che detesta ma dal quale sembra proprio non riuscire mai a staccarsi.

Un omicidio incomprensibile, una signora della borghesia uccisa da una brutta caduta dopo un'aggressione ad apparente scopo di rapina. Ghezzi e Carella, due investigatori della Mobile di Milano, iniziano a scavare nel passato della vittima per venire a capo di un delitto che presenta troppe incongruenze. Ma la notizia del delitto smuove qualcosa anche nel passato di Umberto Serrani, un facoltoso e anziano signore, ancora ben introdotto nel mondo della finanza border line, che ha passato la vita a mettere al riparo le fortune altrui e che con la vittima aveva avuto una tempestosa storia d'amore un quarto di secolo prima. Serrani, che ha avuto modo di conoscere Monterossi e il suo amico Oscar Falcone in circostanze particolari, decide di assumerli per capire qualcosa di più della vita e della morte della sua vecchia fiamma.
Con capitoli alternati tra Ghezzi-Carella e Monterossi-Falcone il libro srotola una trama articolata che vede nel rimpianto il motivo scatenante di tutte le vicende, e nel quale è la città meneghina, con le sue stranezze e la rosa delle sue possibilità, la vera protagonista. Come sempre, in sottofondo, la TV commerciale e un Bob Dylan profetico, al quale qui si affiancano arie liriche e una Cenerentola involontaria.

Giudizio sintetico: Nostalgico



domenica 26 aprile 2020

Il cassetto dei ricordi segreti

di Lynda Rutledge, PIEMME

Un romanzo poco impegnativo, storia al femminile che punta sul coinvolgimento emotivo del lettore. Il rapporto tra madre e figlia, spesso conflittuale, trova nel libro uno sviluppo originale attraverso il collegamento con gli oggetti, intesi come messaggio e parte di sé da lasciare ai propri eredi. La protagonista, Faith Bass Darling, giunta secondo lei al termine della propria vita, decide di vendere a prezzo irrisorio tutti i costosi mobili e le ricche suppellettili di casa che i suoi progenitori le hanno lasciato.

31 dicembre 1999, Texas. Faith Bass, settantenne proprietaria di un'antica villa, sa che non arriverà a domani, non entrerà nel nuovo millennio. Organizza nel suo ultimo giorno di vita una garage sale nel proprio giardino, in cui vendere tutto il prezioso arredo. I concittadini si affrettano ad approfittare di questa straordinaria occasione, anche se Faith è affetta da Alzeheimer. Si possono acquistare autentiche lampade Tiffany e pezzi di antiquariato per pochi dollari. Bobby, un'antiquaria che fin da bambina, essendo amica di Claudia Jean, figlia di Faith, aveva ammirato i beni della ricca villa rimanendo a guardare quegli oggetti ad occhi spalancati, avverte Claudia di quanto sta accadendo. Claudia, che si è allontanata da anni dalla casa e ha interrotto i rapporti con la madre, decide di tornare, pur a malincuore.
Riaffiorano i ricordi, i dolori del passato, gli eventi drammatici, le colpe; gli oggetti diventano evocatori di un passato a volte da cancellare, ma non privo di affetti e speranze. Una storia malinconica e delicata, che tuttavia risulta un po' stucchevole e prevedibile.

Giudizio sintetico: Nostalgico

venerdì 24 aprile 2020

La misura dell'uomo

di Marco Malvaldi, Giunti

In questo romanzo Malvaldi abbandona i simpatici anziani del Bar Lume per proiettare la sua ironia nel Rinascimento, e più precisamente alla corte di Ludovico il Moro nel periodo in cui Leonardo da Vinci si dedicava alla realizzazione, mai ultimata, del cavallo in bronzo del monumento equestre dedicato a Francesco Sforza. Ma la dimensione storica si intreccia con un'indagine investigativa che lo stesso Leonardo intraprende per risolvere il mistero di un cadavere sconosciuto rinvenuto nel cortile del castello. La leggerezza iniziale del racconto viene lentamente dissolta dal numero di personaggi, piuttosto elevato, che partecipano alla vicenda.

Milano, 1493. Leonardo è l'artista più apprezzato alla corte di Ludovico il Moro, il Duca che alterna la severa amministrazione della sua Signoria alle manovre politiche e alle attenzioni per la moglie e le varie amanti. Il ritrovamento di un cadavere misterioso nel cortile del castello, apparentemente morto per cause naturali sconosciute, dà l'avvio ad un intreccio complesso e ricco di personaggi, molti realmente vissuti, nel quale si alternano il racconto romanzato – non privo dell'ormai nota ironia dell'autore – ed eventi storici di sfondo che condizionano lo sviluppo dell'intreccio. Interessante anche l'alternanza tra il linguaggio moderno e alcune forzature linguistiche medievalizzanti che arricchiscono e rendono più immediato il contesto.
Ne esce un racconto ibrido, posizionato a metà tra storia e comedy thriller, che stuzzica l'attenzione del lettore in cerca di evasione, ma che riesce nel contempo a dare piccole notizie interessanti sulla vita del capoluogo meneghino in epoca rinascimentale. Peccato che questi accenni storici siano presentati in una forma forzatamente "didattica", più adatta ad un pubblico di giovani che d'altro canto – probabilmente – non si ritroverebbero nello sviluppo della trama e nella caratterizzazione dei personaggi.

Giudizio sintetico: Leonardesco

La vita segreta degli scrittori

di Guillaume Musso, La nave di Teseo

Noir mediterraneo ambientato in un'isola immaginaria dell'estremità meridionale della Costa Azzurra. Veloce e di facile lettura, vede protagonisti almeno due scrittori e una giornalista, ma la velocità degli avvenimenti fa passare in secondo piano molte delle citazioni letterarie che infarciscono il testo e che restano quindi in superficie. Intreccio interessante, ma non particolarmente verosimile, tanto che l'autore sente l'esigenza di chiarirne la genesi al termine del romanzo.

La voce narrante è un giovane aspirante scrittore, ammiratore di Nathan Fawles, un premio Pulitzer che ha deciso improvvisamente di smettere di scrivere da un giorno all'altro, per ragioni misteriose, ritirandosi su un'isola della Costa Azzurra a un'ora di nave da Tolone. Il giovane ha accettato un lavoro presso la libreria locale, nella speranza di incontrare il suo mito e fargli leggere il proprio romanzo di esordio.
Lo sviluppo del racconto insiste su un delitto macabro, sulle ragioni dell'abbandono della scrittura da parte dell'autore di fama e sulle avventure del ragazzo e di una giovane e spregiudicata giornalista che sembra avere la chiave giusta per incrinare la corazza apparentemente impenetrabile che avvolge e tutela la privacy di Fawles.
Un polar sicuramente in grado di catturare l'attenzione della maggior parte dei lettori, anche se alcune svolte narrative vengono incomprensibilmente preannunciate dai numerosi incipit che precedono ogni capitolo.

Giudizio sintetico: Scritthriller

lunedì 20 aprile 2020

1Q84

di Haruki Murakami, Einaudi

Opera imponente composta da tre volumi suddivisi in due libri (Volume 1 - aprile-giugno e Volume 2 - luglio-settembre; Volume 3 - ottobre dicembre) per un totale di oltre 1100 pagine, è considerato il titolo più significativo e caratteristico dello scrittore giapponese. Si tratta di un valzer tra due protagonisti che si amano, si pensano continuamente, si cercano senza convinzione, e che sono il perno di una vicenda onirica e introspettiva che li vede protagonisti di un mondo parallelo, che somiglia in modo impressionante al mondo reale ma che se ne distingue per la singolare presenza di due lune e una serie di avvenimenti misteriosi. Attorno a loro tutti gli altri personaggi sembrano sapere tutto di quanto succede, anche se qualsiasi cosa accade dipende prevalentemente dalle scelte dei due protagonisti. 

Tokyo, 1984. Aomame è una trentenne avvenente e atletica che per lavoro allena gli iscritti di un club esclusivo, seguendo i clienti più affezionati anche al di fuori della struttura. Ma Aomame è soprattutto un killer di estrema professionalità, che uccide individui che si sono macchiati di colpe di cui la giustizia non è al corrente, e lo fa in modo che la loro morte appaia dovuta a cause naturali. Un giorno, in un taxi bloccato su una superstrada, segue le indicazioni del guidatore e scende una misteriosa scala che le permette di liberarsi dall'attesa dell'ingorgo, ma che le dà la sensazione di essere stata proiettata in una dimensione diversa, pur mantenendo apparentemente invariato il mondo che la circonda.
La stessa impressione di straniamento è avvertita da Tengo, aspirante scrittore e professore di matematica a cui viene affidato l'incarico di riscrivere il romanzo di Fukaeri, una splendida diciassettenne autrice di un racconto tanto affascinante quanto mal scritto, legata misteriosamente ad una setta che di religioso ha poco o niente.
Al racconto alternato delle vicende di Aomame e Tengo, entrambi con la sensazione di vivere in un mondo che non è il loro, nel terzo volume si affianca una terza figura, quella di Ushikawa, un investigatore maldestro e bruttissimo ma dotato di un acume singolare.
Nel complesso, un racconto a puntate alterne nel quale realtà, sogno, esoterismo, introspezione, non lasciano mai al lettore la sicurezza di aver capito l'universo in cui si svolgono le vicende. Nonostante gli evidenti e dichiarati riferimenti al 1984 di Orwell, la vera nota distintiva di 1Q84 è comunque la capacità tutta orientale di Murakami di saper pilotare l'empatia del lettore verso le emozioni dei protagonisti, nonostante l'impiego di una lingua scandita in terza persona che in altri contesti terrebbe il lettore su un piano di osservazione estremamente pacato e distante.

Giudizio sintetico: Universalter

martedì 14 aprile 2020

La vita bugiarda degli adulti

di Elena Ferrante, edizioni e/o

Un romanzo di formazione. Giovanna, all'inizio del romanzo dodicenne, scopre aspetti del carattere e del comportamento dei propri genitori, da lei molto amati e stimati, deludenti e da rifuggire. Anche il proprio volto sembra mutare e diventare quasi brutto, come se una cattiveria sepolta dentro sé ed ignorata nel periodo infantile emergesse e le deturpasse i tratti del viso. Anni difficili, quelli di questa adolescente, alla ricerca difficile e confusa della propria identità, il più possibile autonoma da quella degli adulti.

A Napoli, nel Rione Alto in cima a San Giacomo dei Capri, vive Giovanna. La sua è una famiglia borghese, colta, atea, serena. Fino al momento in cui Giovanna, sente, senza che i genitori se ne accorgano, che il padre la paragona alla propria sorella, Vittoria, finora sconosciuta alla ragazzina, osservando che – imbruttendosi – la figlia sta iniziando a somigliarle. Una ferita profonda: quella frase pronunciata da un padre affettuoso e amatissimo, dà l'avvio ad un processo di interrogativi su se stessa e sulla propria famiglia. Il desiderio di conoscere zia Vittoria diventa una precisa volontà cui i genitori non si oppongono, anche se i rapporti tra loro sono interrotti. Giovanna scopre una donna del tutto diversa da quelle finora conosciute: sguaiata, spesso volgare, autoritaria ma anche affettuosa e bisognosa di amore. Con lei scopre anche un altro volto di Napoli, quello dei quartieri bassi – dove la donna vive – e persone di quel mondo, spesso istintive, colleriche, ma ricche di sentimento.
La separazione dei genitori, la scoperta della relazione extraconiugale del padre iniziata da anni, l'allontanamento di lui dalla casa familiare, accentua la crisi di Giovanna (o Giannì, come è chiamata dagli amici della zona popolare). Il bene e il male si mescolano nelle persone, avere dei modelli sembra impossibile; forse, ognuno deve cercare una propria strada per diventare adulto.
Un romanzo narrato in prima persona dalla protagonista che, dopo un inizio rapido, si dilunga nello scavo delle proprie contraddizioni e delle scelte difficili e provvisorie. Tuttavia il modo di delineare i personaggi è così intenso che, terminato il libro, si fa fatica a staccarsene con la mente.

Giudizio sintetico: Napul' è

mercoledì 1 aprile 2020

La masseria delle allodole

di Antonia Arslan, Rizzoli

Al centro del romanzo il genocidio degli Armeni. Durante il primo conflitto mondiale, i Giovani Turchi decidono di ripulire il Paese da questo popolo, di "estirpare un bubbone" in modo tale che non rimanga neppure un Armeno, che, altrimenti, si sarebbe poi vendicato. Uno dei genocidi del '900, meno conosciuto di altri ma altrettanto feroce. La narratrice racconta la storia di una famiglia armena, la sua, una storia che suo nonno, in vecchiaia – in un'età in cui la nostalgia è più intensa – le ha trasmesso.

Anatolia, 1915. La famiglia Avakian, il cui capo indiscusso è Sempad, vive in una piccola città del territorio armeno, nella grande casa abitata da zii, cugini e parenti vari. Nella campagna vicina si trova, vicino alle cascate, la masseria delle allodole, la bella casa di campagna in cui fervono i preparativi per l'imminente arrivo di Yervant (nonno della narratrice), fratello di Sempad, che ha lasciato da ragazzo la casa paterna per andare a studiare nel collegio armeno di Venezia e ora vuole, insieme alla propria famiglia, rincontrarsi con i suoi e con la sua terra. Un incontro che non potrà mai avvenire. L'Italia decide infatti di entrare in guerra e chiude le frontiere, mentre i "Giovani Turchi" vogliono costruire una Grande Turchia depurata dalle minoranze etniche.
La prima parte del romanzo racconta la strage degli uomini armeni, i primi che devono essere eliminati. La descrizione non è priva di particolari raccapriccianti dai quali emerge la ferocia degli uomini; la seconda parte narra la deportazione delle donne, dei bambini e degli anziani fino al deserto di Des-es-zor: un lungo cammino segnato da stenti, stupri di donne e bambine ad opera delle guardie (gli zaptié), e gli attacchi dei curdi. Si stagliano le figure di donne forti, eroiche loro malgrado, nello sforzo di difendere in ogni modo i propri figli.
Una pagina tra le più terribili della storia novecentesca, che il romanzo ha il merito di mostrare nella sua crudeltà e nella sua follia. Lo stile della narrazione tuttavia è involuto e complesso per cui la lettura è difficoltosa e poco fluida anche perché la narratrice introduce nel corso del racconto parti in corsivo contenenti commenti e anticipazioni di vicende che si svolgeranno in futuro.

Giudizio sintetico: Funesto

venerdì 27 marzo 2020

Saturno

di Serge Quadruppani, Einaudi

Non uno solo, ma numerosi protagonisti per questo thriller a bassa tensione, ulteriore esempio della tendenza dei narratori francesi contemporanei a ribaltare costantemente il fronte durante la narrazione. Oggetto del racconto, le vicende dei superstiti di una strage terroristica apparentemente incomprensibile che coinvolge investigatori privati, killer organizzati, faccendieri e una bella commissaria non più giovanissima, che tende a perdere la linea ma non il proprio fascino.

Saturnia, 2009, vigilia del G8 dell'Aquila. In uno stabilimento termale di livello elevato, appare un terrorista che inizia a sparare sulle persone immerse nelle vasche e poi sparisce velocemente lasciando un comunicato di rivendicazione redatto in arabo. Da questo episodio di sangue prende l'avvio un'inchiesta di cui si occupa la Commissaria Tavianello, una donna che preferisce lavorare in autonomia e parallelamente alla quale si muovono anche un pugno di persone accomunate dal fatto di essere state presenti al momento della strage, scampando miracolosamente alla morte. Sullo sfondo, un mondo di poteri forti e senza scrupoli che sembrano manovrare i personaggi come burattini.
Una trama articolata e personaggi ben delineati non sono sufficienti a donare al racconto, comunque apprezzabile, la forza emotiva che le premesse sembrerebbero dargli. I salti narrativi sono infatti suddivisi tra un numero troppo elevato di personaggi, con una conseguente frammentazione della capacità di focalizzazione del lettore e la perdita involontaria dello status di protagonisti che il killer e la Commissaria meriterebbero.

Giudizio sintetico: Corale