mercoledì 17 gennaio 2018

Britt-Marie è stata qui

di Fredrik Backman, Mondadori

Una favola contemporanea quella della sessantatreenne Britt-Marie che, dopo essersi dedicata alla famiglia per tanti anni, in piena crisi coniugale, realizza il suo sogno di lasciare una traccia di sé nel mondo. "Britt-Marie è stata qui" diranno quelli che l'hanno conosciuta.

Dopo 40 anni di matrimonio Britt-Marie scopre che il marito Kent la tradisce con una donna più giovane. A Kent si è interamente dedicata, vivendo la vita di lui e sacrificando la propria. Ora non possono più vivere insieme. Britt-Marie decide di trovarsi a tutti i costi un lavoro. Vivendo da sola rischierebbe altrimenti di condurre un'esistenza isolata fino alla morte, di cui si verrebbe a sapere solo perché i vicini sentirebbero l'odore del suo corpo decomposto. Intollerabile. La donna accetta così un lavoro di 3 settimane come responsabile del centro ricreativo di Borg (paesino svedese immaginario), cittadina lungo un'unica strada, borgo semi-deserto per effetto della crisi, con negozi, farmacia, supermercato chiusi, abitato solo da ragazzi problematici e adulti per lo più alcolizzati.
Unico divertimento locale: giocare a pallone, pur in assenza di un campo di calcio. Britt-Marie, donna eccentrica, maniaca della pulizia, dai modi burberi ma onesta e sincera, stabilisce legami sempre più forti con gli abitanti di Borg, diventando allenatrice della squadra di calcio. Proprio il calcio, nel romanzo, diventa spesso metafora della vita piena di partite che non si possono dare per perse fino al fischio finale. Il calcio mantiene vivo il sogno che qualcosa di meglio possa sempre accadere e fa sperare, dopo una sconfitta, di rifarsi nell'incontro successivo.
Una storia particolare, un'eroina bizzarra che conquista, pagina dopo pagina, non solo gli abitanti di Borg, ma anche il lettore.

Giudizio sintetico: Calcistico


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