lunedì 27 novembre 2017

Cercatori d'oro

di Thierry Jonquet, Hobby & Work

Thriller anni '90, da divorare velocemente. Come in altri noir dell'Autore scomparso nel 2009, si parte da una serie di delitti caratterizzati da una estrema crudeltà per ricomporre la trama di una serie di avvenimenti incomprensibili fino alle ultime pagine, anche se in questo caso alcuni elementi sono facilmente deducibili, complice anche una quarta di copertina troppo descrittiva. Molto parigino, con gli stessi protagonisti Jonquet ha poi articolato un'altro suo romanzo, Moloch, nel quale i delitti riguardavano un gruppo di bambini uccisi barbaramente.

Senza un vero e proprio protagonista principale, il romanzo racconta le indagini di un gruppo di gendarmi della brigata criminale che indagano, guidati da una giudice giovane e solitaria, su una serie di efferati delitti che hanno come denominatore comune l'amputazione di una mano della vittima. Nell'indagine si intersecano i problemi personali dell'affascinante magistrato e del principale investigatore alle sue dipendenze. Una lettura leggera, che se non risulta indimenticabile per lo stile narrativo, evidenzia comunque originalità e inventiva particolari nell'articolazione della trama.

Giudizio sintetico: Poliziottesco

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